Le mostre in Emilia-Romagna: un viaggio tra arte e cultura
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La Redazione
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Le mostre in Emilia-Romagna: un viaggio tra arte e cultura a Bologna, Reggio Emilia e Modena

Indice:

Le mostre in Emilia-Romagna sono da sempre un richiamo per gli appassionati di arte e cultura, con ogni città che offre numerose possibilità e innumerevoli appuntamenti ogni anno. Da Bologna a Reggio Emilia, fino a Modena, comprendendo tutto il territorio regionale, l’Emilia-Romagna offre un’esperienza immersiva per gli amanti della fotografia, della pittura e delle arti visive.

Ecco un itinerario delle principali mostre in Emilia-Romagna da visitare nel 2026.

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Bologna: le mostre più interessanti di quest’anno

Bologna, conosciuta come la “Dotta” grazie alla sua antica università, è una città che affonda le radici nella storia, con una tradizione che la vede al centro della cultura e delle scienze da secoli. Fondata dagli Etruschi e successivamente sviluppata dai Romani, Bologna ha sempre avuto un ruolo di primo piano nel panorama europeo. Nel Medioevo, la città divenne un faro della conoscenza con la nascita della più antica università del mondo occidentale, l’Alma Mater Studiorum. Il Rinascimento bolognese vide la città come centro di grande fermento artistico, testimoniato dalle opere di artisti come Raffaello e Guercino, e la tradizione delle mostre a Bologna si inserisce in questo scenario.

Sono numerose le mostre previste in cartellone quest’anno, tra le più interessanti segnaliamo:

  • Michael E. Smith 30 gennaio – 26 aprile 2026 | Palazzo BentivoglioPalazzo Bentivoglio ospita una mostra personale di Michael E. Smith, tra gli artisti americani più radicali e influenti della sua generazione. Attivo da oltre vent’anni, Smith sviluppa una pratica a cavallo tra scultura e installazione, basata sull’uso di materiali trovati e oggetti prodotti in serie.Il progetto espositivo, concepito appositamente per i sotterranei di Palazzo Bentivoglio, presenta lavori inediti realizzati sul posto e si configura come un percorso unitario, in cui opere e architettura dialogano in modo serrato. Attraverso variazioni di luce, silenzi e progressive rarefazioni degli elementi, l’artista sovverte il paradigma del white cube, trasformando lo spazio espositivo in un ambiente ambiguo e carico di tensione percettiva.
  • Oliver D’Auria. L’identità invisibile21 gennaio – 8 marzo 2026 | Teatro Arena del Sole, BolognaAl Teatro Arena del Sole arriva L’identità invisibile, il progetto di Oliver D’Auria dedicato al corpo e all’identità contemporanea. Nato nell’ambito della urban art, D’Auria ha sviluppato una ricerca che riflette sull’identità come maschera, ruolo e presenza instabile, portando queste tematiche nella pittura, nel disegno e nelle installazioni site-specific.Per questa mostra l’artista immagina un vero e proprio “body scan emozionale”, capace di restituire visivamente l’essere umano attraverso esperienze, vissuti, sensibilità e traumi. Ne emergono corpi contorti, razionali o ibridati con riferimenti alla robotica e all’intelligenza artificiale. Le opere sono realizzate in tecnica Quadruslight, sistema innovativo di retroilluminazione che amplifica il dialogo tra segno, luce e spazio.
  • _Emeid. About Human | Il paesaggio interiore31 gennaio – 10 maggio 2026 | Museo Rocca di DozzaAl Museo Rocca di Dozza la mostra About Human | Il paesaggio interiore presenta una selezione di opere pittoriche e murali di _Emeid, dedicate alla riflessione sulla natura umana. Attraverso tele ad acrilico e olio, lavori su carta e una raccolta di fotografie digitali dei murales realizzati negli ultimi vent’anni, l’artista ripercorre i temi centrali della propria ricerca.Il percorso espositivo invita a interrogarsi sull’interiorità, sulle emozioni e sulle contraddizioni dell’essere umano, mettendo in dialogo produzione da studio e interventi urbani, memoria personale e dimensione collettiva.
  • Futurismo e Ritorno all’ordine nelle Collezioni della Fondazione Carisbo22 gennaio – 26 luglio 2026 | Casa Saraceni, BolognaDopo le esposizioni dedicate al Seicento, al Settecento e all’Ottocento, Casa Saraceni propone per il 2026 una mostra incentrata sulla prima metà del Novecento, con un focus sui temi del Futurismo e del Ritorno all’ordine.In esposizione opere di artisti come Marinetti, Balla, Depero, Sironi, Casorati, De Chirico, Martini, De Pisis e molti altri, provenienti dalle Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione Carisbo. Come da tradizione, si tratta di lavori solitamente non accessibili al pubblico, custoditi nei caveaux e negli uffici di rappresentanza, offrendo così un’occasione rara per scoprire capolavori poco conosciuti.
  • John Giorno. The Performative WordFino al 3 maggio 2026 | MAMbo – Museo d’Arte Moderna di BolognaLa mostra ripercorre la pratica di John Giorno, mettendo in luce come la sua poesia si trasformi in arte visiva, performativa e relazionale, con opere su diversi supporti e una sezione speciale dedicata ai materiali d’archivio, curata da Nicola Ricciardi.

E se dopo aver visitato una delle numerose mostre a Bologna si volesse approfondire un po’ anche la cultura gastronomica, è possibile trovare qualche spunto nella nostra guida alle migliori trattorie della città.

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Reggio Emilia: la fotografia emergente e le mostre d'arte

Reggio Emilia, una città che ha sempre avuto un forte legame con la cultura e l’arte, è oggi un centro d’eccellenza per la fotografia contemporanea. Conosciuta a livello internazionale per il festival Fotografia Europea, Reggio Emilia si distingue per la sua capacità di attirare fotografi emergenti, ma non solo, infatti è in grado di dare rilievo anche ad espressioni contemporanee. Fondata dai Romani, la città ha attraversato diverse epoche storiche, affermandosi nel corso del Medioevo come uno dei principali centri culturali della regione. Oggi, Reggio Emilia continua ad essere un polo di attrazione per gli appassionati di arte e di fotografia.

  • Fotografia Europea 2026 30 aprile – 14 giugno 2026 | sedi diffuse, Reggio Emilia Fotografia Europea celebra nel 2026 la sua ventunesima edizione con il tema Fantasmi del quotidiano, un invito a esplorare ciò che resta oltre l’apparenza: tracce, memorie, presenze e assenze che abitano la nostra esperienza quotidiana. Promosso da Fondazione Palazzo Magnani e Comune di Reggio Emilia, il festival trasformerà la città in un grande spazio espositivo diffuso. L’apertura è prevista con quattro giorni inaugurali di mostre, incontri ed eventi dal 30 aprile al 3 maggio, per poi proseguire fino al 14 giugno con un ricco programma di esposizioni. La direzione curatoriale è affidata a Luce LebartTim Clark e Walter Guadagnini, affiancati quest’anno da Arianna Catania, fondatrice e direttrice del Gibellina PhotoRoad. Insieme guideranno artisti e pubblico in un percorso che interroga il visibile e l’invisibile, suggerendo che i “fantasmi” non sono spettri, ma ricordi, paure e immagini interiori da ascoltare e interpretare.
  • La costruzione della città moderna: gli archivi degli architetti del ’900 a Reggio Emilia Fino al 1° marzo 2026 | Palazzo da Mosto Ospitata a Palazzo da Mosto, la mostra La costruzione della città moderna è dedicata agli architetti che nel corso del Novecento hanno contribuito a definire il volto urbano di Reggio Emilia. Promossa dalla Fondazione Palazzo Magnani in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia e la Biblioteca Panizzi, l’esposizione è curata dagli architetti Giordano Gasparini e Andrea Zamboni. Attraverso progetti, fotografie e disegni d’archivio, il percorso ripercorre l’evoluzione della città, offrendo uno sguardo approfondito sugli archivi dei principali protagonisti dell’architettura e dell’urbanistica reggiana del secolo scorso. Un racconto che intreccia trasformazioni urbane, vicende storiche e aspirazioni collettive, restituendo il Novecento come il secolo in cui nasce la città moderna, tra difficoltà, cambiamenti e affermazione dei valori democratici.

Ma chi passa a visitare una delle numerose mostre a Reggio Emilia, sa che la città ha anche molto altro da offrire: luoghi spettacolari da visitare, trattorie dove mangiare bene e sagre irrinunciabili. Potete scoprire tutto quello che potete fare a Reggio Emilia in questa guida.

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Modena: punto di riferimento per l'arte contemporanea

Modena è una delle mete più importanti per chi cerca mostre di arte contemporanea in Emilia-Romagna. Con un patrimonio che affonda le radici nell’epoca romana, Modena si è affermata come una città di grande rilevanza culturale, grazie alla sua tradizione di arte e musica, e alle sue eccellenze, non solo gastronomiche.

Le mostre a Modena sono spesso centrate sull’arte visiva, con una particolare attenzione alla fotografia e alla scultura. Da vedere quest’anno:

Giorgio de Chirico. L’ultima metafisica

Fino al 12 aprile 2026

La mostra Giorgio de Chirico. L’ultima metafisica a Modena propone un percorso attraverso l’ultima stagione creativa del Maestro della pittura metafisica, con cinquanta opere provenienti dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico. Curata da Elena Pontiggia e ospitata nella nuova ala del Palazzo dei Musei, la mostra offre uno sguardo approfondito sulla poetica e sul pensiero di uno dei protagonisti assoluti dell’arte del Novecento.

E una volta usciti da una delle mostre visitabili a Modena? Questa città è più di una semplice meta turistica, è un centro culturale e gastronomico che sa accontentare gli occhi e il palato di tutti. Cosa fare e dove mangiare a Modena se siete passati per una mostra? Ve lo raccontiamo in questa guida.

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Vistare una delle innumerevoli mostre in Emilia-Romagna è un’ottima occasione per immergersi nella cultura e nell’arte, in un viaggio che passa attraverso le tradizioni storiche delle città di Bologna, Reggio Emilia e Modena, ma che permette di conoscere il mondo attraverso lo sguardo di artisti di ogni epoca.  Ogni città ha il suo carattere distintivo, ma tutte offrono esperienze artistiche che arricchiscono il panorama culturale regionale, facendo di queste città dei luoghi ideali per chi ama l’arte in tutte le sue forme.

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