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Intervistando la modenese Valentina Miozzo, eco-travel blogger e guida ambientale di Viaggiare Libera

1 – Ciao Valentina, presentati e presentaci il tuo blog, un blog di turismo sostenibile. Come e quando nasce la tua passione per i viaggi? Come sei diventata eco-travel blogger e cosa significa?

Ciao, sono Valentina e da molti anni mi occupo di turismo sostenibile ed ecoturismo, in Italia e nel mondo. Viaggiare in solitaria per conoscere nuove culture è stata la mia passione fin da piccola, ho preso il mio primo aereo da sola quando avevo 13 anni. La sensibilità verso l’ambiente nasce proprio durante i miei primi viaggi, in cui mi trovavo di fronte ai gravi problemi ambientali e culturali causati dal turismo. Ho intrapreso quindi un percorso di studi sul Turismo Sostenibile e Responsabile, concentrandomi sull’impatto che hanno i viaggi sui paesi ospitanti, a livello ambientale, culturale e socio-economico. Le nostre azioni in viaggio, anche quelle apparentemente insignificanti, influenzano sempre il paese che visitiamo ed è importante informarsi, affinché le nostre vacanze siano un beneficio per tutti e non solo per noi stessi. Il blog www.viaggiarelibera.com nasce con questo obiettivo: informare su itinerari, luoghi e culture del mondo, ma al contempo dare anche spunti di riflessione e informazioni concrete su come viaggiare nel rispetto di ambiente e culture.

 

2 – Valentina, tu sei anche guida ambientale: come mai hai deciso di diventarlo e perché? Raccontaci in breve in cosa consiste questa tua professione.

Dopo anni di attività come blogger è nata la voglia di entrare in contatto con le persone che mi leggevano. Ho deciso di diventare guida ambientale escursionistica perché prediligo i viaggi naturalistici, sono quindi specializzata negli aspetti ambientali del territorio, come fauna e flora. Una guida turistica invece può accompagnare in luoghi urbani ed è specializzata in altri ambiti, come storia dell’arte e architettura. Il ruolo della guida in un viaggio è di fondamentale importanza: la guida è l’interprete tra il luogo e le persone. Per me è importante trasmettere non solo informazioni, ma anche emozioni. Non solo guidare, ma condividere entusiasmo.

 

3 – Tu solitamente viaggi sia da sola sia accompagnando gruppi interessati a un certo tipo di esperienza di viaggio, corretto? Quale modo di viaggiare preferisci? Come organizzi i tuoi viaggi e in base a cosa scegli le tue mete?

Viaggio in solitaria e accompagno anche gruppi; ma sono due cose completamente diverse. Il primo è puro piacere di scoperta, avventura, introspezione, studio, crescita personale. Il secondo è un lavoro bellissimo e appagante, ma anche una grande responsabilità. Accompagno gruppi in viaggi a lungo raggio, soprattutto in zone tropicali, quindi per almeno due settimane. Per questo tipo di viaggi non basta la conoscenza di un luogo, ma sono necessari studi approfonditi su ambiente e cultura dei paesi visitati, conoscenze di primo soccorso, di comunicazione e gestione di un gruppo.

 

4 – Raccontaci in breve l’esperienza di viaggio più bella che hai fatto e perché e svelaci quale sarebbe il primo viaggio che consiglieresti a chi vuole intraprendere questo tipo di turismo.

Tra le più belle esperienze di viaggio c’è certamente il Sud Africa: avvistare gli animali della savana nel loro ambiente naturale è una sensazione indimenticabile. Ci rendiamo conto della potenza della natura e dei nostri limiti di essere umani. E’ un viaggio emozionante che consiglio a tutti, ma quando si parla di viaggi a contatto con gli animali è necessario che siano rispettati i principi di sostenibilità ambientale, come ad esempio non avvicinare e non dare da mangiare agli animali selvatici (aspetti purtroppo non sempre rispettati da guide e tour operator).

 

5 – Sappiamo che sei nata e cresciuta in provincia di Modena, la nostra città. Dicci quindi 5 luoghi che consiglieresti a un tuo collega travel blogger in cerca di un’autentica esperienza locale.

Per primo consiglierei un tour nelle acetaie familiari, le acetaie comunali e al Museo dell’Aceto Balsamico di Spilamberto, per vedere come è prodotto l’oro nero della gastronomia italiana, nostro fiore all’occhiello. In secondo luogo, un pranzo all’Osteria da Ermes, un’istituzione a Modena. Terzo: un giro al Mercato Albinelli, tra i luoghi d’interesse storico-nazionale. Quarto: Piazza Grande e la Ghirlandina, patrimonio Unesco. Infine, il mio suggerimento spassionato è di inoltrarsi tra i paesi dell’Appennino modenese, dove scoprire le tradizioni rurali del territorio e gustare tortellini, lasagne, crescentine e gnocco fritto.

 

6 – Esistono a Modena e provincia luoghi da visitare ed esperienze da vivere per chi, come te, sceglie di fare turismo eco-sostenibile?

Sì certo, ve ne consiglio 4.

1) Soggiornare in un agriturismo biologico nell’Appennino Modenese per gustare i piatti tipici del territorio, ancora preparati come da tradizione;

2) Un’escursione in giornata alle Salse di Nirano, zona caratterizzata da un particolare fenomeno geologico che attrae eco turisti e geologi da tutto il mondo;

3) Una camminata alle Cascate del Bucamante di Serramazzoni, per godere della natura senza allontanarsi troppo dai centri abitati.

4) Un corso di cucina tenuto da una rezdora, per apprendere e valorizzare le tradizioni locali.

 

7 – Valentina, se ti diciamo “Non Solo Buono”, cosa ti viene in mente?

La mia terra, Modena, dove ogni prodotto non è solo buono, ma ha dietro una storia di antiche tradizioni.

 

(Stefania Fregni, www.mymodenadiary.it)

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