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Turismo sostenibile in Emilia Romagna: 5 itinerari nelle aree protette nella nostra regione

Negli ultimi anni, nei comportamenti di tutti noi, si sta affermando una nuova tendenza che fa leva sul rispetto dell’ambiente e della biodiversità e che guarda a un turismo più responsabile, con l’obiettivo di preservare le risorse del territorio, siano esse naturali o culturali. Per fortuna, oggi, la sensibilità su questo tema, espresso dal concetto di turismo sostenibile, introdotto nel ‘92 dalla Convenzione di Rio de Janeiro, è nettamente aumentata. Ed è proprio al turismo sostenibile che è dedicato il prossimo World Tourism Day, la giornata mondiale del turismo, indetta dalle Nazioni Unite nel ‘79, che si celebra ogni anno il 27 settembre. [www2.unwto.org]

Nella nostra regione, ci sono molte aree protette, da rispettare ma allo stesso tempo da conoscere e visitare, dove ci s’impegna a sviluppare un turismo in grado di salvaguardare la natura e valorizzare il patrimonio storico e culturale. In quest’articolo vogliamo, quindi, parlarvi di 5 di questi luoghi.

 
1) L’Alta Via dei Parchi

L’Alta via del Parchi è un itinerario di circa 500 chilometri e 27 tappe che si snoda lungo l’Appennino Tosco-Emiliano. Attraversa e collega due parchi nazionali, cinque regionali, tra cui quello dell’Alto Appennino Modenese, che in un nostro recente articolo avevamo suggerito come meta per alcune escursioni, e uno interregionale. Tra corsi d’acqua incontaminati, boschi di faggio e di castagno, pascoli d’alta quota, meravigliosi borghi e antiche chiesette romane, questo percorso vi farà attraversare luoghi di una bellezza straordinaria. E’ una lunga camminata che potrete dividere in diverse tappe e momenti, grazie alla sua facile accessibilità e ai diversi punti di accoglienza disseminati sul percorso, indicato sempre da una segnaletica dedicata.

 
2) La Riserva naturale regionale delle Salse di Nirano a Fiorano Modenese

La riserva naturale delle Salse di Nirano, la prima a essere istituita in Emilia Romagna, si trova a Fiorano, in provincia di Modena, in una zona collinare fatta di calanchi. Originate da depositi d’idrocarburi prevalentemente gassosi, come il metano, le “salse eruttive” sono emissioni di fango argilloso, salato e freddo, che portato in superficie si deposita lungo l’apertura formando dei coni tipici dall’aspetto vulcanico, alti anche alcuni metri. Le Salse sono un fenomeno geologico di rilevanza internazionale che meritano sicuramente una visita (per altro molto piacevole e che si fa in qualche ora): l’accesso all’area è gratuito e libero sui sentieri indicati, ma è possibile prenotare una guida che meglio potrà aiutarvi a comprendere questa particolare attività terrestre.

 
3) L’Abbazia di Monteveglio e il suo parco regionale nell’Appennino Bolognese

A circa 30 chilometri da Bologna, si trova il parco regionale più piccolo dell’Emilia Romagna (poco più di 1.000 ettari): quello dell’Abbazia di Monteveglio. Tra boschi rigogliosi, piccole vallate, limpide sorgenti, morbide colline e aspri calanchi, è possibile godere di un paesaggio naturale estremamente variegato e molto affascinante. In certi periodi dell’anno, si può assistere alla straordinaria fioritura di bucaneve e di orchidee. La natura però non è l’unica protagonista di questo luogo: il caratteristico borgo insieme ai resti dell’antica fortificazione e la millenaria abbazia, la pieve di Santa Maria, segnano la storia del passaggio di civiltà antiche. Tra natura e storia sarà facile perdersi, quindi, in questo territorio così sorprendete! 🙂

 

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4) Il parco regionale dei sassi di Rocca Malatina nella valle del Panaro

Situato sull’Appennino Modenese, il parco regionale dei Sassi di Rocca Malatina si distingue per i suoi tre picchi rocciosi, definiti appunto “sassi”, che s’innalzano nel cuore dell’area. Questi pinnacoli di roccia arenaria, sono stati utilizzati in passato, data la loro altezza e ripidità, come fortificazioni per la zona di Pieve di Trebbio, dove si pensa che ci fossero insediamenti etruschi. Il territorio circostante, noto anche per essere luogo in cui nidifica il falco pellegrino, è caratterizzato dai tipici calanchi argillosi che si alternano a dolci colline, dove sono disseminati pascoli, ma anche frutteti, vigneti e boschi di castagno. Borghi rurali e resti di antiche fortificazioni medioevali completano la bella esperienza che è possibile fare durante una visita da queste parti.

 

5) Il parco regionale del Delta del Po

Istituito nel ’88 ed entrato a far parte nel ’99 della lista dei Patrimoni dell’UNESCO, il parco regionale del Delta del Po è un’area protetta di circa 54.000 ettari. La sua storia si basa sul rapporto millenario che c’è tra uomo e natura, che ha reso possibile l’esistenza, in unico luogo, tra Ferrara e Ravenna, di un’enorme varietà di paesaggi, ambienti e attrazioni culturali. Il parco si sviluppa su sei stazioni, intorno all’area meridionale del Delta del Po, ognuna delle quali si distingue per precise caratteristiche ambientali, di cui l’acqua rimane  sempre il minimo comun denominatore: la stazione di Volano – Mesola – Goro, la più settentrionale, il centro storico di Comacchio, le valli di Comacchio, la pineta di San Vitale, la pineta di Classe con le Saline di Cervia e le valli di Argenta. In bicicletta o in barca, una visita alla scoperta di flora e fauna di questo territorio meraviglioso, vi lascerà senza parole! [www.parcodeltapo.it]

(Stefania Fregni, www.mymodenadiary.it)

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