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La Redazione
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Tutti i nostri “celo, manca”: Panini, un racconto di figurine e fumetti

Gli occhi si incrociano, le mani sudano, i battiti vanno sempre più veloci. È un momento di tensione, misto ad eccitazione. È un campo di battaglia, il campo in cui cominciamo a metterci alla prova nella pratica della negoziazione. È un rito. È il momento dello scambio delle figurine.

Che sia tra i banchi di scuola, al parchetto o in casa con gli amici, durante questo scambio tiriamo fuori i nostri lati diplomatici, duri, persuasivi. Ognuno sfoggia la sua arma migliore per ottenere il bottino ambito e c’è chi vince e chi perde, come in una vera partita sul campo.

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Panini, un patrimonio modenese

L’avventura Panini nel mondo delle figurine inizia negli Anni ’60, quando l’azienda, allora Agenzia Distribuzione Giornali Fratelli Panini, coglie una grande intuizione.

Prima della seconda metà degli Anni ’60, le figurine vengono impiegate come tattica pubblicitaria, per far vendere di più i prodotti. In Italia abbiamo l’esempio di Buitoni, Perugina e Lavazza, ma così era in tutto il mondo. Con l’avvento dei nuovi mezzi pubblicitari le figurine perdono questo potere e vengono vendute come oggetto singolo. In questo scenario, esordiscono sul palco i fratelli Panini.

Nel 1961, Panini acquisisce vecchie figurine sportive invendute delle edizioni Nannina. I fratelli decidono di creare confezioni dal design molto simile alle rimanenze della concorrenza, contenenti due figurine, e di venderle a 10 Lire. Il successo è straordinario, arrivano a venderne 3 milioni. Un’intuizione vincente che porta l’azienda a creare una propria produzione di figurine insieme all’album per collezionarle.

La produzione richiede molto materiale, così la Panini comincia a seguire le squadre di serie A durante il campionato. La strategia è quella di scattare fotografie ai calciatori, ovviamente in bianco e nero, e di colorarle una volta tornati a Modena, offrendo così ai giovani e ai collezionisti figurine colorate con i campioni del cuore, una grande novità all’epoca.

La figurina zero firmata Panini è quella che raffigura il volto di Bruno Bolchi, il mediano dell’Inter detto “Maciste”, è l’unica immagine in possesso dei fratelli ed è proprio quell’immagine a segnare la storia della “rivoluzione Panini”. Bolchi diventa un personaggio mitico, sia in campo che negli album di figurine. E l’album Panini diventa un vero e proprio oggetto culturale, una fotografia del calcio di tutti i tempi, un manuale storico da cui apprendere aneddoti e regole dello sport più amato.

Grazie all’album Panini i campioni di calcio finalmente hanno un volto (negli Anni ’60 la maggior parte degli italiani segue le partite via radio) e anche i giocatori sconosciuti diventano popolari.

Nel 1970 un altro oggetto entra a far parte delle collezioni di figurine Panini, ovvero l’Almanacco illustrato del Calcio, un oggetto prezioso che raccoglie le mascotte delle squadre, i grandi campioni del passato, il ritiro della Nazionale Azzurra, le coreografie del tifo e il regolamento del gioco del calcio, oltre che le iniziative benefiche in collaborazione con UNICEF e l’Unione Italiana Ciechi. Da allora fino ad oggi l’album Panini si è evoluto, modificato, ampliato, è cresciuto come sono cresciuti i ragazzi e le ragazze di allora, diventando per sempre un cimelio della nostra vita.

Ci sono figurine, poi, che hanno segnato la nostra storia di adolescenti e adulti, e ci sono anche quelle figurine snobbate diventate invece le più costose di sempre, come il caso Faustino Goffi, con un carriera tra serie B e serie C, giocatore del Padova nel ’67-’68 con in capo 18 partite e 4 goal, un giocatore quasi anonimo eppure la sua figurina è la più cara nella storia delle figurine Panini, 121€ per una sola figurina. Questo è il potere del mantra “Celo, manca”, la rarità è quel pizzico di pepe che fa salire il prezzo a distanza di tempo, anche per la figurina con il giocatore meno acclamato.

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Il bello delle imperfezioni

 

Dal suo primo successo, ogni anno, la nuova edizione dell’album Calciatori Panini è attesa con eccitazione, chissà quali novità raccoglierà questo oggetto ambito e chissà quali imperfezioni. Proprio così, imperfezioni, quei difetti un po’ odiati e un po’ amati, piccoli errori che rendono l’album Panini quasi umano.

L’errore Panini, infatti, rappresenta ormai un marchio di autenticità, se non ce n’è uno, non è un vero album Panini. Fa un po’ sorridere, ma è proprio così, fin dal 1961 negli album Panini troviamo diverse inesattezze, come ad esempio errori di identità dei giocatori, foto invertite, ruoli e squadre invertite, nomi sbagliati degli stadi, font e dimensioni del carattere non uniformi, e molti altri.

Così, come la ricerca delle figurine mancanti è un rito, lo diventa anche la ricerca del prossimo errore. Fino agli anni ’80, inoltre, le figurine Panini sono esse stesse imperfette: non uniformi dal punto di vista stilistico, con diverse tipologie di posa dei giocatori e con diversi sfondi, ma era il loro fascino.

Nonostante i cambi di stile e nonostante oggi le foto siano molto più precise grazie a nuove tecniche e tecnologie, la figurina Panini rimane un vero e proprio oggetto d’arte, in qualsiasi sua versione.

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60 anni di figurine Panini

748 figurine, 132 pagine, copertina realizzata con verniciatura ibrida e inserti metal, con l’iconica immagine della rovesciata di Carlo Parola, simbolo delle collezioni “Calciatori” e infine, a completare il tutto, il numero 60 color oro. Questa è la nuova edizione Panini, lanciata a inizio 2021 in corrispondenza con i 60 anni di figurine Panini, dedicata alla stagione 2020/21.

Nel nuovo album trovano spazio la Seria A e B di calcio femminile e la celebrazione dei 40 anni della Nazionale cantanti in doppia pagina. Per festeggiare il 60esimo anniversario, invece, l’album presenta quattro pagine dedicate alle storiche copertine della raccolta, il calendario della Serie Tim e gli scudetti della Serie C. Ci sono anche novità, come la sezione dedicata alla Top Team: una sezione dedicata alle figurine più votate dai collezionisti. A completare le novità è presente una pagina dedicata agli MVP e ai migliori giocatori scelti ogni mese da Serie A TIM e dalla Lega Serie A.

Un’altra novità è rappresentata dalla sezione dedicata agli eGamers di ogni club e quella dedicata alla figurina più amata dedicata al giocatore più rappresentativo nella storia, la figurina è stata scelta dai tifosi tramite le pagine social dei vari club.

Il Gruppo Panini oggi è conosciuto come celebre casa editrice italiana (per non dire modenese) specializzata nella pubblicazione di figurine e fumetti.

Dal piccolo chiosco del 1945 nel corso Duomo di Modena, è diventata nel tempo un punto di riferimento tra gli appassionati di calcio e fumetti, e tra i collezionisti.

Tra Marvel e Disney e il successo dei Mondiali, oggi il Gruppo Panini sempre con sede a Modena è il leader mondiale indiscusso nella produzione di figurine, oltre 5 milioni all’anno, e il quarto editore in Europa nel settore dei ragazzi.

La storia Panini è una storia di ingegno imprenditoriale e di tenacia. In un Paese appena uscito dalla Guerra, l’entusiasmo e la creatività di quattro fratelli, insieme alle quattro sorelle, conducono alla creazione di un’azienda oggi riconosciuta come vero e proprio mito mondiale.

Grazie Panini! La storia dell’Italia nel mondo è racchiusa in una figurina.

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