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Alimentazione integrale: una guida pratica per una scelta consapevole

Indice:

Negli ultimi anni sentiamo parlare sempre più spesso di alimentazione integrale: pane, pasta, riso e altri cereali nella loro versione integrale occupano ormai uno spazio stabile sugli scaffali dei supermercati e vengono associati a un modo di mangiare più attento e consapevole.

Ma cosa significa davvero scegliere alimenti integrali? Quali sono le differenze rispetto ai prodotti raffinati, quali benefici comportano e come riconoscere un prodotto realmente integrale quando si fa la spesa?

In questa guida vediamo che cos’è l’alimentazione integrale, perché le linee guida nutrizionali ne consigliano il consumo, quali sono gli alimenti integrali più diffusi e come orientarsi tra le etichette.

Che cos'è l'alimentazione integrale?

Scegliere un’alimentazione integrale significa dare maggiore spazio a cereali e derivati nella loro versione integrale, che conservano una parte maggiore delle componenti originarie del chicco rispetto ai prodotti raffinati.

Per capire cosa cambia, basta osservare la struttura del chicco di cereale. Si possono distinguere tre parti principali: la crusca, cioè lo strato più esterno, il germe, che contiene diverse sostanze nutritive, e l’endosperma, costituito soprattutto da amido e proteine.

Durante il processo di raffinazione vengono eliminate principalmente la crusca e il germe, ottenendo farine e semole più chiare e uniformi e, generalmente, più conservabili. Con l’integrale, invece, queste componenti vengono mantenute in misura maggiore e questo si riflette soprattutto sul contenuto di fibra del prodotto.

Per questo motivo, parlare di alimentazione integrale non significa semplicemente scegliere alimenti di colore più scuro o dall’aspetto rustico; significa soprattutto prestare attenzione a come sono stati prodotti e quali ingredienti integrali contengono.

Le principali linee guida nutrizionali, tra cui quelle elaborate dal CREA, invitano a inserire regolarmente i cereali integrali all’interno di un’alimentazione varia ed equilibrata.

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Perché inserire più cereali integrali nell'alimentazione?

Uno dei motivi principali per cui i cereali integrali trovano spazio nelle raccomandazioni nutrizionali è il loro contenuto di fibra alimentare.

La fibra è presente naturalmente negli alimenti di origine vegetale e si trova, oltre che nei cereali integrali, anche in legumi, frutta e verdura. Un’alimentazione che ne apporta quantità adeguate contribuisce al normale funzionamento dell’intestino e alla regolarità del transito intestinale.

Le linee guida CREA 2018 indicano per gli adulti un apporto di fibra di almeno 25 grammi al giorno e suggeriscono di preferire, nell’ambito del consumo di cereali, le versioni integrali, arrivando a prevedere che almeno la metà delle porzioni giornaliere di cereali sia costituita da prodotti integrali.

Il vantaggio, quindi, non sta nel considerare un singolo alimento come “buono” o “cattivo”, ma nel costruire nel tempo un’alimentazione varia, nella quale i cereali integrali possano sostituire una parte di quelli raffinati.

Il maggiore apporto di fibra associato al consumo di cereali integrali è inoltre collegato, nel contesto di una dieta equilibrata, a diversi effetti favorevoli sulla salute. Le evidenze disponibili hanno messo in relazione un maggiore consumo di cereali integrali e fibra con un minor rischio di alcune patologie, tra cui quelle cardiovascolari, e con un migliore controllo di alcuni parametri metabolici.

Anche il senso di sazietà può essere influenzato dalla presenza di fibra nella dieta. Questo non significa, però, che un alimento integrale sia automaticamente meno calorico o che da solo determini una perdita di peso: conta l’insieme dell’alimentazione e dello stile di vita.

In altre parole, scegliere più spesso alimenti integrali può essere un modo semplice per aumentare la presenza di fibra nella dieta, senza trasformare l’alimentazione in un insieme di regole rigide.

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Quali sono gli alimenti integrali più comuni?

Quando si parla di alimentazione integrale, i protagonisti sono soprattutto cereali e loro derivati.

Tra gli alimenti più facili da trovare e utilizzare nella quotidianità ci sono il pane e la pasta integrali, ma anche riso integrale, farro, orzo e avena possono contribuire a variare le fonti di cereali durante la settimana.

Accanto ai cereali, è utile ricordare anche il ruolo di altri alimenti di origine vegetale. Legumi come ceci, lenticchie e fagioli, perfetti anche quelli già pronti all’uso come quelli Le Conserve della Nonna; così come frutta, verdura e semi, rappresentano infatti importanti fonti di fibra.

Tra i cereali e pseudocereali si possono inoltre trovare prodotti come quinoa e grano saraceno, che possono ampliare ulteriormente la varietà della dieta.

La scelta degli alimenti integrali, quindi, può essere piuttosto ampia. E non riguarda soltanto pane, riso o pasta secca: oggi anche il mondo della pasta fresca ripiena propone alternative realizzate con ingredienti integrali, come i ravioli e i tortellini con sfoglia a base di farina e semola integrale della linea Le Ricette Integrali FINI.

Come riconoscere un alimento realmente integrale?

Non sempre l’aspetto di un prodotto è sufficiente per capire se si tratta davvero di un alimento integrale. Un pane scuro, ad esempio, non è necessariamente integrale, così come la presenza della dicitura “ai cereali” non significa automaticamente che il prodotto sia realizzato con farine integrali. Anche alcune espressioni utilizzate sulle confezioni possono essere poco indicative se non vengono accompagnate da una lettura attenta dell’etichetta.

Il primo elemento da controllare è quindi l’elenco degli ingredienti. Se si sta cercando un prodotto integrale, è importante verificare la presenza di farina e/o semola integrale e capire in quale quantità sono presenti nella ricetta.

Anche la lista degli ingredienti va letta nel suo insieme: un prodotto può contenere cereali diversi, semi o altre fonti di fibra senza essere per questo un alimento integralmente realizzato con farine integrali.

Un altro elemento da considerare è quindi la differenza tra “integrale”, “multicereale” e “ai cereali”. Sono indicazioni che non devono essere considerate equivalenti: un prodotto multicereale può contenere diversi cereali, ma questo non significa necessariamente che siano presenti nella loro forma integrale.

In caso di dubbio, l’etichetta resta lo strumento più affidabile per capire cosa stiamo realmente acquistando.

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Come aumentare il consumo di alimenti integrali?

Passare a un’alimentazione più ricca di alimenti integrali non significa cambiare da subito tutte le proprie abitudini. Un approccio graduale permette di sperimentare nuovi alimenti e trovare le combinazioni più adatte ai propri gusti e alla propria quotidianità.

Un buon punto di partenza è alternare gli alimenti che si consumano abitualmente con le loro versioni integrali. Si può, ad esempio, scegliere il pane o la pasta integrale in alcuni pasti della settimana, per poi ampliare progressivamente la varietà con riso integrale, farro, orzo, avena e altri cereali.

Anche la varietà è importante: alternare diverse fonti di cereali e abbinarle a verdure, legumi e altri alimenti di origine vegetale permette di costruire pasti completi e diversificati, aumentando al tempo stesso la presenza di fibra nella dieta.

Un altro aspetto da non trascurare è l’idratazione. Quando si aumenta il consumo di fibra, è importante mantenere un’adeguata assunzione di acqua durante la giornata, all’interno delle proprie normali esigenze.

Non è quindi necessario trasformare immediatamente la propria alimentazione: anche piccoli cambiamenti, introdotti con regolarità, possono contribuire a rendere più presenti gli alimenti integrali nella dieta. L’obiettivo è trovare un equilibrio che sia semplice da mantenere nel tempo e che lasci spazio alla varietà e al piacere di mangiare.

FAQ sull'alimentazione integrale

Cosa significa mangiare integrale?

Mangiare integrale significa inserire nella propria alimentazione alimenti realizzati con cereali che mantengono una parte maggiore delle componenti originarie del chicco, come crusca e germe. I cereali integrali e i loro derivati rappresentano una delle principali fonti alimentari di fibra.

Quali sono gli alimenti integrali più comuni?

Tra i più comuni ci sono pane e pasta integrali, riso integrale, farro, orzo e avena. Anche altri alimenti vegetali, come legumi, frutta, verdura e semi, sono importanti fonti di fibra, pur non essendo cereali integrali.

La pasta integrale è migliore della pasta tradizionale?

La pasta integrale non deve essere considerata “migliore” di quella tradizionale. Ha però caratteristiche nutrizionali differenti, in particolare per il maggiore contenuto di fibra, e può essere inserita regolarmente all’interno di un’alimentazione varia ed equilibrata.

Esistono torellini e ravioli integrali?

Sì. Oggi sono disponibili anche ravioli e tortellini con sfoglia realizzata con farina e semola integrale. Tra le proposte ci sono Le Ricette Integrali di FINI, con tortellini al prosciutto crudo e Parmigiano Reggiano, ravioli alla carne e ravioli al pesto e patate.

Come si riconosce un prodotto realmente integrale?

È importante non basarsi soltanto sul colore o sull’aspetto del prodotto. La scelta dovrebbe partire dalla lettura dell’elenco degli ingredienti, verificando la presenza di farina o semola integrale e la composizione complessiva della ricetta.

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