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I migliori 10 brunch a Bologna

Miriam Carraretto

Cosa sarebbe la domenica in città senza il brunch? Rito iniziatico post-sabato sera, appuntamento fisso per sfuggire al pranzo a casa, il brunch della tradizione anglosassone ormai parla anche italiano.

Crasi perfetta tra breakfast e lunch, viene servito generalmente tra le 11:00 e le 15:00 ed è una sintesi gustosissima tra dolce e salato, con tutti gli elementi tipici di una colazione dolce e l’aggiunta di salumi, formaggi, uova, burro, bacon e salsiccia, bagel farciti, torte salate e frutta.

E allora spazio alla fantasia tra muffin, cupcake, pane dalle farine particolarissime, marmellate, brioches, yogurt e cereali. Il tutto naturalmente accompagnato da caffè, miscele selezionatissime, tè, infusi, cappuccini, succhi di frutta, spremute, centrifugati e chi più ne ha più ne metta.

Anche a Bologna il brunch è diventato un must. Questa è la nostra selezione dei 10 locali più interessanti da scoprire…

1. La Prosciutteria (via Oberdan, 19/A)

Il meglio della tradizione toscana nel cuore di Bologna. A tre minuti dalle due Torri, La Proscitteria è figlia delle più antiche fiaschetterie di un tempo, prezzi bassi, pochi prodotti ma buoni, buon vino della casa e ambiente super familiare. “Un’azienda ‘fiorentina del contado’ a conduzione familiare” come amano definirsi i gestori. Accogliente, informale, si ordina rigorosamente al banco e si apparecchia da soli.

Una grande lavagna antica annuncia la selezione dei vini a bicchiere (alcuni arrivano direttamente dall’azienda di casa di Montespertoli, “i nostri calici sono mooolto generosi, 187ml, a soli 2,50 euro!”), le birre di loro produzione, i piatti del giorno, i prosciutti affettati a mano e i famosi taglieri di olivo da 5, 10 o 15 euro.

Da provare assolutamente la finocchiona e la porchetta, abbinate a uno dei formaggi top, come quello affinato alla vinaccia o al balsamico, ma anche i mitici crostini caldi di fegato e i salumi di cacciagione, asino e cavallo.

I panini sono semplicemente divini: solo focacce all’olio d’oliva e pane freschissimo tutti i giorni, anche la domenica. Servizio e coperto non si pagano, e per l’acqua c’è una fontanella gratuita in cui ci si può riempire il bicchiere.

Il locale? Una locanda che arriva dal passato, con ancora il profumo di legno grezzo e i prosciutti appesi al soffitto. Vintage style ma per davvero, come una vecchia bottega-osteria fiorentina anteguerra: arredi curatissimi nei particolari, realizzati con pezzi originali di recupero (“La ricerca di questi pezzi di antiquariato è spasmodica: abbiamo un enorme deposito a Firenze”). Noi, ad esempio, abbiamo pranzato seduti a un tavolo il cui piano è un’imposta di legno antica recuperata, poggiata su un’immacolata base per macchina da cucire.

2. I Panini Di Miro (Piazza Aldrovandi, 5)

In una caratteristica e semi-nascosta piazzetta del centro storico, I Panini di Miro (qualcuno dice Mirò…) è da sempre un must: la sua è una delle migliori piadine della Dotta. Qui regna sovrana la porchetta, ma il proprietario, laziale doc, vi saprà sicuramente stupire con accostamenti nostrani superlativi.

Guanciale, speck cotto, capocollo, cipolle caramellate, ciauscolo (lo spalmabile vero marchigiano), pecorino e il tradizionale friggione bolognese a base di cipolle bianche a lungo stufate con pomodori freschi, assolutamente da provare.

Se volete farvi rapire da una piada diversa, assaggiate quella con l’impasto alla zucca come abbiamo fatto noi: stratosferica. Birre artigianali notevoli. Un locale giovane, semplice e autentico. Prezzi onestissimi.

3. WOOD Gastrobar (via San Vitale, 26/A)

Un po’ cocktail bar un po’ ristorante easy chic, con un’anima bio riconoscibile sin da subito nella scelta del concept. Abete ovunque, dai tavoli alle pareti, e un giardino verticale che apre a un ambiente scolpito da linee rette che ricordano le venature degli alberi.

I piatti in menù sono pochi (come solo nei migliori locali), ma c’è anche la versione veg (come il bagel con zucchine alla piastra, pomodoro, peperoncino messicano jalapeño e olio evo al basilico), con una predominanza di materie prime pugliesi.

Noi abbiamo provato le deliziose fish&chips col pesce impanato nel nero di seppia, gli scrigni di tortellini e il beef sandwich con manzo cotto, aceto balsamico e amarene. Eccellenti anche le tapas e il polpo in crema di ceci. E poi burger di quinoa e barbabietola, il croque monsieur e un mix di cerali sfiziosi.

Qui trovate anche un eccelso puré di fave con cicorie, verdure saltate con olio aromatizzato allo zenzero e diverse vellutate e insalate accompagnate dalla mitica focaccia brindisina con capperi, olive taggiasche e cipolle. Come dolce, lasciatevi stupire dalla crema catalana al pecorino: abbinamento audace, che non vi deluderà.

4. Missbake (via Marsili, 1/C)

A due passi dall’elegante via Massimo d’Azeglio, un laboratorio creativo al femminile (al timone ci sono Stefania e Carlotta), dove il brunch viene proposto in realtà solo di sabato.

Per 15 euro potete gustare caffè americano o tè, un bicchiere di apple juice, un bagel della casa scelto fra cinque tipi di pane: bianco, nero di seppia, verde agli spinaci, rosso alla barbabietola, integrale ai 7 cereali. Tutti i bagel sono veg e prodotti dalla casa, escluso quello al nero di seppia.

Assaggiate le verdure sfiziose, i cereali, i legumi, le vellutate, e non uscite se non prima di aver provato la versione casalinga della pinza bolognese, le scrambled eggs con bacon, gli spinaci leggermente piccanti al vapore e le rondelle di pannocchia di mais arrosto in spiedino.

Per i palati dolci, pancake con frutti di bosco, panna montata e sciroppo d’acero e i biscotti al sale di Cervia. Una favola da gustare, e anche da vedere negli arredi curatissimi.

5. Olmo (Via Giorgio Ercolani, 1)

Bistrot vagamente industrial, partorito dalla mente creativa di un cuoco musicista. Maolo produce tutto nel laboratorio retrostante, dalle salse al pane alla pasta fino ai succhi di frutta. I panini hanno nomi ispirati alla musica e vengono serviti con patate tagliate in pezzi giganti.

Si inizia con l’antipasto composto da un cestino di pane e uno speciale assaggio di formaggi di produzione propria. Spettacolari i panini con i filetti di sgombro e baccalà, spaziali i bagel con salmone affumicato, nasello pastellato con broccoli, crema di burrata e baccalà scottato, calamaro e zucca alla piastra.

I palati più fini possono lasciarsi osare con le puntarelle con il cacao amaro o carciofo su latte di mandorle speziate al pepe e nocciole tostate. Per i vegetariani, salsiccia vegana alla farina di glutine e fagioli cannellini e latte di soia montato e pastorizzato a bassa temperatura, che ricorda un uovo fritto.

6. Zoo (Strada Maggiore, 50/a)

“La fantasia è un posto dove ci piove dentro”: la citazione di Calvino scolpita sul muro vi accoglie in questo “zoo urbano”, sorta di museo a misura di bambino con piccole creature fantastiche. Alle pareti lavori di crafter locali, dinosauri e straordinarie creature, e poi libri per lettori in erba e tanto spazio per giocare.

Sarete avvolti da un inconfondibile profumo di dolci appena sfornati in mezzo a tavoli coperti da pseudo tende indiane.

Rigorosamente per famiglie – 8 menù tra i 9 e i 20 euro – in questo regno della fantasie trovate la più classica english breakfast con bagel al salmone, uova strapazzate, pancake, waffle, tost, insalatine, ma anche centrifugati energizzanti di frutta, avocado style e tanto altro. Non mancano naturalmente proposte dedicate ai più piccoli.

Spazioso, luminoso, colorato, definito nei minimi particolari per una resa scenica trendy e green, un luogo ideale in cui concedersi una pausa con pargoli al seguito. Mangiando bene.

7. Naama Café (Via Oberdan, 31/B)

“Per ogni attimo di pausa… Naama Café“. Naama in arabo significa benessere. La scritta campeggia all’ingresso di questo piccolo angolo di paradiso dal sapore mediorientale. Perso nei vicoletti del centro di Bologna, qui si respira l’anima tipicamente ambivalente della Turchia cosmopolita: un po’ elegante e delicata, come la più antica cultura araba, un po’ ruvida e impulsiva, come l’Istanbul occidentale.

Tamer vi accoglie tra i pochi posti a sedere e in un attimo siete immersi in questa oasi di pace, intima e lontana dal caos.

Tè, infusi, tisane, torte e i tipici dolcetti turchi, c’è l’imbarazzo della scelta. Spiccano naturalmente la menta, il karkadè, il cardamomo e la vaniglia. Notevole, ma solo per i più temerari, il caffè arabo, servito su un vassoio con un’elegante caffettiera, da versare in un piccolo bicchiere colorato, accompagnato da un dattero ripieno di mandorla velato di miele e, tocco finale, una spolverata di pistacchio e cannella.

Circondati da libri, sottofondo jazz e musiche arabeggianti. La Bologna del futuro è un po’ anche qui.

8. Ruggine (vicolo Alemagna 2/C)

Ospitato tra le mura di una vecchia officina per calessi e poi per biciclette, questo locale si autodefinisce “punto di ristoro e socialità”. Arredamento anni ’50-60, è un rifugio nascosto in un piccolo vicolo del centro storico.

Semplice e genuino nell’anima, familiare, ma anche molto sofisticato in pieno stile urban chic, dove nulla negli arredi è lasciato al caso: tavoli di legno antico di diversi colori, sedie volutamente spaiate in ferro, biciclette appese. Colore predominante, ovviamente, il marrone aranciato, come la ruggine. In bagno, accanto al water un meraviglioso gira dischi senza tempo che gracchia musica intramontabile.

Piatti sfiziosi e abbondanti e cocktail davvero notevoli. Abbiamo provato il tagliere di salumi, il panino con hamburger e il mitico panino al ragù. Ottimi, come i prezzi.

9. I Conoscenti (via Manzoni, 6)

Immerso nell’omonimo palazzo trecentesco, qui trovate i classici club sandwich, la pancetta laccata al miele, mini hamburger di wagyu (il prelibato manzo giapponese), crostoni con burro salato e acciughe, toast con salmone e poi omelette, scrambled eggs e uova alla Benedict.

Cucina molto ricercata: la crema di fave bianche non dovete perdervela. Famosissimi i tortellini e le “sfogline“, dicono le migliori di Bologna.

Molto carina l’idea di riportare nel menù la descrizione dei cocktail e l’indicazione del bicchiere in cui verranno serviti. Il Clover Club a base di gin e sciroppo al lampone non vi deluderà.

Particolarità? Nella toilette c’è anche un mini-water per i più piccoli!

10. Grand Hotel Majestic – Già Baglioni (via dell’Indipendenza, 8)

Il brunch versione chic. Nelle sontuose sale settecentesche di questo esclusivo hotel 5 stelle situato a pochi metri da piazza Maggiore potete immergervi in un’atmosfera davvero elegantissima.

Situato in un prestigioso palazzo del XVIII secolo, è un piacere per gli occhi oltre che per il palato: meravigliosi drappeggi, tessuti, dipinti originali, marmi finemente levigati e mosaici vi lasceranno a bocca aperta.

Una selezione raffinata di brioche, pancake, torte e yogurt per chi ama il dolce, i più classici taglieri della tradizione emiliana, accompagnati da tigelle gustose, per chi ama il salato. Provate lo squacquerone di Romagna con fichi caramellati all’aceto balsamico e il salmone affumicato con burro salato di Isigny e pane tostato, davvero ottimi.

Servizio impeccabile. Prezzi alti, ma la vista vi ripagherà. Se riuscite a fare un giro sulla terrazza, capirete il perché.

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