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La Via degli Dei: camminare per ritrovarsi

Dall’Emilia alla Toscana attraversando l’Appennino

Immagina per un istante di coprire le orecchie con le mani come quando si faceva da piccoli per attutire i rumori assordanti provenienti dalla strada;
ora fingi di trasformare l’asfalto di quella strada in un sentiero dove non è necessario ricorrere alle mani per godere del suono del silenzio.
Serve solo la vista. Questo luogo esiste ed è raggiungibile.

La Via degli Dei è un percorso naturalistico ricco di storia che si snoda attraverso gli Appennini Tosco-Emiliani sulle orme dei selciati romani.
Si vocifera che il nome abbia origine dai monti attraversati come il Monte Venere, il Monte Adone o il Monte Luario , da Lua la dea della luna.

L’incantesimo inizia da Piazza Maggiore nella città di Bologna, sulle strade percorse fino a raggiungere la Piazza della Signoria a Firenze, in un susseguirsi di tappe mozzafiato di 130 km dall’alto di orizzonti impagabili.
Uno zaino, scarponi, dell’acqua sono le uniche cose che peseranno davvero durante il tragitto perché i pensieri un passo dopo l’altro si dissolveranno come nubi in aria calda.

Le cose da sapere prima di intraprendere La Via degli Dei

E’ bene sapere prima di avventurarsi che questo percorso prevede 5 tappe per un totale di 5 giorni, che diventeranno 6 o più se siete poco allenati o semplicemente se decidete di prolungare per il piacere dei vostri occhi questa incantevole scoperta.
Si può percorrere con gli amici più cari, in famiglia, da soli o con il vostro cane, a piedi o in mountain bike. Non è necessario essere esperti per intraprenderlo, tuttavia anche se alterna tratti escursionistici più impegnativi a quelli turistici, non è da sottovalutare, perché nonostante sia ben segnalato ed organizzato rispetto ad un tempo, è indispensabile ricordare che le salite abbondano ed i pendii non sono sempre così lievi.
Il periodo migliore per decidere di partire rimane sempre la primavera con il suo clima mite ed una luce giornaliera più prolungata rispetto all’autunno.
Testarlo d’inverno con il freddo, a volte la neve, o in piena estate con il caldo torrido rimane sempre una scelta poco consigliata.
Lungo il tragitto non mancano le strutture con camerate per pochi euro dove poter pernottare così come gli agriturismi, B&B, camping o, per i più avventurosi, la possibilità di campeggiare liberamente con le proprie tende per un’esperienza a diretto contatto con la natura.
Oltre ai vari bar e alimentari nelle tappe principali dove potrete acquistare cibo e bevande, non va tralasciato il piacere di consumare un pasto caldo in una delle trattorie di passaggio. D’obbligo il rifornimento di cibo e acqua, da non dimenticare poichè potranno sempre tornare utili nei tratti più isolati.

Pronti? Partiamo.

Dal capoluogo emiliano al confine regionale: Bologna-Badolo

La prima salita si incontra arrivando da Piazza Maggiore al Santuario della Madonna di San Luca con i suoi innumerevoli archi, 666 per l’esattezza, che simboleggiano il Demonio raffigurante la forma di un serpente che domina il paesaggio sottostante e, mentre si tenta di spezzare il fiato, ci si accorge che la confusione della città cede il ritmo pacato alla grazia della quiete.
Che lo sterrato abbia inizio.
Distese di prati e boschi come in un giardino botanico ci conducono al Monte Adone, l’ascesa è ardua ma in vetta si inspira il profumo di libertà.

Alla seconda tappa La Madonna dei Fornelli ci si arriva non prima di aver incontrato i protagonisti indiscussi di ore ed ore di fatica che ci dividono ancora prima della fine: le persone. Provenienti da ogni dove regalano sorrisi agli sconosciuti e a tutti quelli che come loro intraprendono il percorso sognando il traguardo.
Indisturbati anche gli abitanti del luogo contribuiscono ad arricchire il viaggio raccontando i veri segreti di quelle terre che da anni vivono offrendo un posto riparato dove rifocillarsi.
Ed è subito sera.
Dopo aver solcato tratti di Flaminia Militare si giunge alla terza tappa: il Monte Di Fò. I dislivelli entrano prepotentemente indebolendo i muscoli, ma con un po’ di coraggio si conquista anche la quarta tappa a S. Piero a Sieve, con la sua Fortezza Medicea di San Martino costudita nel tempo dal silenzio del bosco. Cambiano i paesaggi, così come gli accenti e il profumo della cucina esclama: “Benvenuti in Toscana!”.

L’ultima discesa: da Fiesole a Firenze

Dall’alto di Fiesole con la vista alterata dalla stanchezza emerge in lontananza la scenografica Firenze e mentre le foto si sprecano ci si accinge a percorrere anche l’ultima discesa prima di immergersi nuovamente in quell’assordante rumore della città.

Piazza Della Signoria regala un caloroso finale ma è solo qui che si realizza che il viaggio è volto al termine, la fatica si dimentica, la malinconia un po’ meno. E’ tempo di tornare alla quotidianità, di custodire un’esperienza così significativa ed unica ma non senza aver prima congelato quei ricordi che solo questo cammino ti può regalare.

 

 

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