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5 MUSEI ATIPICI DA VISITARE IN EMILIA

SULLA SS9 TRA MOTO, MUSICA E MARIONETTE

In una terra di motori roboanti e cotture lente, una pianura così vasta e versatile da ospitare con uguale favore tecnologie avanzate e ricette ancestrali – l’Emilia – anche il settore cultura vanta sedi e soluzioni per ogni palato.

Dal conosciutissimo Museo Ferrari di Maranello – che glorifica il mito del ‘cavallino’ assieme alla Casa Museo di Modena, dedicata al genio del suo inventore, l’imprenditore Enzo – passando per il MAMbo di Bologna – Museo d’Arte Moderna comprensivo di un percorso permanente dedicato al pittore e incisore emiliano Giorgio Morandi – fino al ferrarese Palazzo dei Diamanti, fra i monumenti più celebri del Rinascimento italiano, gli spazi espositivi a ovest della regione sono tanti e tanto vari, apprezzati per la qualità e quantità degli allestimenti e per la capacità attrattiva degli itinerari artistici e culturali.

Alcuni di questi hanno fatto delle peculiarità architettoniche la loro cifra – è il caso del Labirinto della Masone di Fontanellato, in provincia di Parma, un parco culturale esteso su oltre 3 km di percorso – mentre altri godono del prestigio dei tesori custoditi, come il Museo del Tricolore di Reggio Emilia, che ospita la collezione dei cimeli legati al tricolore italiano. E nel mare magnum di gallerie e pinacoteche di fama nazionale e internazionale ci sono anche luoghi meno noti ma ugualmente pittoreschi: sono piccoli spazi espositivi o istituti culturali che hanno fatto di una singola area tematica, o di un preciso personaggio o strumento d’indagine, il cuore del loro catalogo.

A spasso per la Via Emilia gli esempi si sprecano: c’è il Museo della nave romana di Comacchio, coi resti del carico commerciale di una nave mercantile naufragata tra il 19 e il 12 a.C, e quello di anatomia degli animali domestici di Ozzano dell’Emilia, forte di una collezione di preparati anatomici accorpati sin dal 1882; c’è la Casa natale di Giuseppe Verdi, nella frazione di Busseto, dove il 10 ottobre 1813 nacque l’illustre compositore parmense, e la Casa Museo Luciano Pavarotti, ex dimora del tenore più famoso al mondo, in cui riscoprire la vita e l’opera di Big Luciano.

Non possiamo menzionarli tutti, ma accompagnarvi per mano in alcuni di questi sì: ne abbiamo selezionati cinque fra i più inusuali e accoglienti, dal il Museo della Stampa di Piacenza al Castello dei Burattini di Parma passando per il Piccolo Museo della Moto di Guastalla (Reggio Emilia), il Museo della Figurina di Modena e il Museo della Comunicazione di Bologna. Prendete nota e pianificate presto una gita all’insegna della cultura Made in Emilia:

Museo della Stampa Marcello Prati (Piacenza)

Aperto presso la sede della “Libertà”, principale quotidiano del capoluogo piacentino, questo spazio museale è interamente dedicato agli strumenti tipografici utilizzati fino agli anni ’80 del secolo scorso, e progressivamente dismessi, per la stampa di materiali cartacei. Un luogo dal fascino ancestrale, un tributo agli anni in cui le pubblicazioni cartacee passavano attraverso precisi processi artigianali, fra inchiostri persistenti e caratteri mobili: al suo interno si possono ammirare le storiche attrezzature compositrici – come la Linotype, prima macchina per la composizione tipografica, inventata nel 1881, e le successive Nebitype e Ludlow – dai caratteri di piombo e di legno, i clichés di metallo e gomma, i flani di cartone, le pagine di piombo, i rulli, spazzole, le pinze e i tipometri. Un sogno per tutti i cultori dell’era Gutemberg e, più in generale, per gli amanti delle ricostruzioni storiche, per riflettere sulle trasformazioni riguardanti quello che il Visconte di Tocqueville definì “lo strumento democratico della libertà per eccellenza: la stampa”.

Indirizzo: Via Benedettine 66, 29121 Piacenza
Telefono: 0523 393939
Sito: https://www.comune.piacenza.it/welcome/the-city/what-to-see/museums/museo-della-stampa-marcello-prati
Aperture: il sabato dalle ore 17.00 alle ore 19.00, senza prenotazione.

Castello dei Burattini di Parma

Burattini, marionette, e altri oggetti di scena legati a questa forma di intrattenimento di origine cinquecentesca trovano spazio nel cuore di una città dalla spiccata sensibilità artistica – Parma – tra le sale del Museo Giordano Ferrari, nato nel 2002 all’interno del centralissimo complesso del monastero di San Paolo. In circa 300 metri quadrati di galleria affacciata su un giardino segreto si avvicendano circa 500 pezzi – non solo burattini e marionette ma anche copioni, locandine, fotografie, scenografie, manifesti e altri oggetti riguardanti l’arte dei pupazzi col corpo di pezza – a testimoniare la vita e l’opera di innumerevoli generazioni di burattinai e marionettisti. Il percorso espositivo – ciclicamente arricchito di eventi, come laboratori o spettacoli e visite guidate – è articolato in due sezioni tematiche, una dedicata ai burattini e l’altra riservata alle marionette: la prima è impostata secondo un criterio geografico che parte dalle tradizioni burattinesche italiane e si conclude con un excursus sui burattini stranieri; la seconda, invece, è incentrata sull’attività delle principali compagnie nazionali. Degni di nota alcuni artefici tecnici – come le pipe utilizzate per la produzione degli effetti speciali – e la collezione di scena del “Gruppo 80”, coi pupazzi che hanno animato i programmi della tv per ragazzi dell’ultimo trentennio.

Indirizzo: via Macedonio Melloni 3, 43121 Parma
Telefono: tel. 0521 031631
Sito: www.castellodeiburattini.it
Aperture: lunedì-venerdì 10.00-17.00 (martedì chiuso) / sabato e domenica 10.30-18.30

Piccolo Museo della Moto di Guastalla (Reggio Emilia)

Poco più di dieci anni fa, in una piccola cittadina reggiana sulla riva del fiume Po, ha aperto i battenti un curioso tempio per appassionati di motori a due ruote (e non solo): è il Piccolo Museo della Moto, che ricostruisce il fenomeno della motorizzazione di massa sviluppatosi nell’immediato dopoguerra e tuttora assai fecondo. Suddiviso in 4 capannoni, il museo raccoglie, su 650 mq complessivi, ben 181 pezzi appartenenti a 41 diversi marchi dell’industria motociclistica italiana, assieme ad alcuni dei più importanti esempi della produzione europea. Motociclette destinate all’uso quotidiano come a competizioni di gran fondo su strada – dalla Milano-Taranto al Motogiro d’Italia – raccontano a ritroso nel tempo la storia dello stivale seguendone l’evoluzione della tecnica motoristica dalla metà del secolo scorso fino agli anni del boom economico. Filmati di gloriose competizioni motociclistiche arricchiscono l’offerta didattica del museo, nel quale i visitatori possono ricevere informazioni tecniche dettagliate scortati (gratuitamente) da una guida.

Indirizzo: Via S. Giuseppe 16/A, 42016 Guastalla (Reggio Emilia)
Telefono: 0522 831348
Sito: http://www.piccolomuseodellamoto.it/menu.html
Aperture: visite gratuite il sabato dalle 10.30 alle 12.30 (da prenotare almeno 8 giorni prima dell’ingresso)

Museo della Figurina (Modena)

A pochi passi dal Teatro Comunale Pavarotti, e dalla statua che omaggia il ricordo del tenore più celebre al mondo, sorge nel centro di Modena, all’ultimo piano di Palazzo Santa Margherita, il tributo ad un altro grande mito: è il Museo della Figurina, destinato alla valorizzazione e promozione culturale dei cartoncini più amati e scambiati di sempre, nati in Francia verso la metà del 19° secolo e diffusisi largamente anche in Italia e nel resto del mondo. Con più di mezzo milione di esemplari esposti, questo spazio museale insolito, nato per volere di Giuseppe Panini nella città in cui ha sede l’omonima azienda – la più importante casa editrice italiana nella pubblicazione di figurine e fumetti, Panini – è da più di trent’anni meta di pellegrinaggio dei cultori di figurine e album da collezione, ma attrae il pubblico più variegato con allestimenti temporanei spazianti dallo sport all’arte e dalla moda alla tv. L’esposizione permanente, dedicata all’impatto culturale di questo semplice e sorprendente mezzo di comunicazione (un tempo usato per veicolare messaggi pubblicitari), è suddivisa in 6 zone, che raccontano gli originari metodi di produzione – come la stampa cromolitografica – o le tecniche illustrative. E fra scatole di fiammiferi, etichette di ogni foggia, biglietti da visita e carte moneta, il museo modenese attraversa interi secoli illustrati, dal 15° ai giorni nostri.

Indirizzo: Corso Canalgrande 103, 41121 Modena
Telefono: 059 2033090
Sito: https://fmav.org/museofigurina/
Aperture: dal mercoledì al venerdì 11:00-13:00 e 16:00-19:00 (sabato, domenica e festivi, orario continuato dalle 11:00-19:00). Costo intero 6 euro, ridotto 4.

Museo della Comunicazione e del Multimediale Gianni Pelagalli (Bologna)

Il più grande museo della comunicazione radio, video, audio, bit e musicale dal 1760 al 2000 trova spazio nella città felsinea, poco fuori dal centro, perpetuando il mito delle invenzioni tecnico-scientifiche che hanno caratterizzato gli ultimi due secoli di storia della comunicazione: dalla radio di Guglielmo Marconi alle macchine musicali meccaniche fino al fonografo, dispositivo ottocentesco per la registrazione e riproduzione del suono, questo piccolo e non convenzionale museo dal sottotitolo eloquente – “Mille voci… mille suoni” – è un vero tempio sull’evoluzione degli strumenti di comunicazione di ieri e di oggi. Pezzi rarissimi, fra cui oggetti originali “firmati” dallo stesso Marconi, ripercorrono 250 anni di storie affascinanti, per scoprire il funzionamento della radio e del telefono come della tivù, del cinema, del disco e dei computer di prima generazione. Sorprendente l’area dedicata alla Storia della Musica e della Lirica, con più di 11.000 titoli di canzoni e brani operistici “gettonabili” attraverso colorati Juke Boxes, ma è forse la sezione dedicata alla preistoria della radio, con strumenti scientifici d’epoca ed esperimenti di elettrostatica e radiofonia realizzati durante le visite interattive, a entusiasmare maggiormente i visitatori.

Indirizzo: Via Col di Lana 7/N, 40131 Bologna
Telefono: 051 649 1008
Sito: http://www.museopelagalli.com/
Aperture: visite solo su appuntamento.

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