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Le 5 tendenze più interessanti viste a CIBUS 2018

Da qualche giorno si è conclusa una delle fiere più importanti del nostro settore: il CIBUS. Il Salone Internazionale dell’Alimentazione è, infatti, la manifestazione più conosciuta in Italia dedicata al comparto agroalimentare del nostro paese. Organizzata con cadenza biennale, quest’anno è giunta alla sua 19° edizione raccogliendo circa 3.100 espositori: un appuntamento immancabile al quale ovviamente anche noi siamo stati!

“Welcome to foodland” è lo slogan di questo salone internazionale, e, in effetti, una volta messo piede all’interno dei diversi padiglioni di Fiere di Parma ci si sente subito proiettati nel bel mezzo del meglio del “made in Italy” per quanto riguarda il cibo. Qui è possibile trovare esposti i migliori prodotti dell’universo dell’agroalimentare italiano, le ultime novità e le tendenze del momento.

Ecco, allora, che, dopo 4 giorni intensi di fiera, abbiamo pensato di parlarvi delle 5 tendenze più interessanti del CIBUS 2018.

 

 

1) Parola d’ordine “innovazione”

Innovazione è una parola che ha giocato un ruolo chiave in quest’edizione del CIBUS. A partire dal Cibus Innovation Corner, la nuova area allestita all’interno dei padiglioni, dedicata ai 100 prodotti, selezionati da una giuria, che più rappresentano il cambiamento e che meglio interpretano l’eccellenza italiana (tra i quali è presente anche la nostra composta di pera e cacao de Le Conserve della Nonna), il concetto d’innovazione rimane determinante per lo sviluppo del mercato e per il rinnovo delle proposte. Come ha mostrato la ricerca di IRI Worldwide, il rilancio della domanda avviene oggi attraverso un’offerta che coglie i nuovi atteggiamenti di consumo. L’innovazione deve essere fatta, quindi, dove c’è richiesta: per questo ascoltare le esigenze del consumatore diventa fondamentale per individuare quei segmenti di mercato in crescita dove è possibile innovare. I trendsetter sono i prodotti senza lattosio, senza glutine, base cerale, integrali e base soia/vegetale e sono le piccole imprese a innovare in modo più reattivo. E così, ad esempio, la polenta Valsugana è stata messa in tazza per essere pronta in microonde in pochi minuti, l’Aceto Balsamico diventa sfera da grattugiare e l’aceto di mele diventa bevanda non filtrata e pastorizzata da bere: due cucchiai al mattino in un bicchiere d’acqua insieme a un cucchiaino di miele.

 

2) Bisogno di benessere: i prodotti salutistici

Quello che è emerso, poi, in maniera evidente è il profondo cambiamento dei nostri consumi e la ricerca di cibi in grado di farci stare bene. Sempre IRI, ci conferma che il Bio nel 2017 cresce a doppia cifra, la sua incidenza nella spesa media raddoppia e la sua penetrazione nelle famiglie italiane è quasi massima. Gli ingredienti, poi, giocano un ruolo primario nella ricerca di prodotti salutistici: un tempo, la preferenza era rivolta a prodotti “arricchiti” (eriched), ad esempio con vitamine o Omega 3, oggi la scelta cade su prodotti più “grezzi” (unsofisticated), senza zuccheri aggiunti o non filtrati, oppure su prodotti “naturalmente arricchiti”. Invece la predilezione per prodotti “free from” e vegan, ovvero quei prodotti che non contengono ingredienti che possono creare intolleranze o allergie, o che più semplicemente preferiamo eliminare dalla nostra dieta alimentare, rimane una costante.

 

3) Più attenzione alla trasparenza e al packaging

Ricerca di benessere vuol dire anche garanzia che le proprietà nutrizionali degli alimenti che mangiamo siano riconoscibili in modo immediato: in questo il packaging è fondamentale. Siamo tutti molto più informati su quello che contengono i prodotti e siamo alla ricerca continua di rassicurazioni sui cibi e sulle bevande che consumiamo. Questo è sempre più chiaro a chi opera nella comunicazione del food che sa di dover far leva su certi aspetti con un maggiore ricorso a claim naturali, slogan etici relativi alla sostenibilità ambientale e al benessere animale. Ma oltre a contenere informazioni precise e trasparenti su quanto acquistiamo, lo studio di Future Brand ci dice che il packaging per essere apprezzato dovrà avere anche altre caratteristiche come: la facilità nell’apertura e chiusura, sia in termini di praticità sia di tempo, la semplicità nel suo smaltimento, dovrà essere il più possibile “green” e “low cost” anche nella percezione che avremo di lui.

 

4) Shopper di maggior valore per stare meglio

Il bisogno di benessere porta inevitabilmente alla ricerca della qualità e, quindi, alle preferenze verso prodotti premium, che è il segmento che sostiene la crescita. Sempre secondo IRI, sono le piccole aziende a essere protagoniste dell’inserimento di questo genere di prodotti in assortimento, perché la grande impresa tende a presidiare il prezzo medio. I prodotti da primo prezzo calano e la logica che seguiamo per fare la nostra spesa è diventata quella della ricerca di cibi di maggior valore che ci facciano stare meglio.

 

5) Segno + per l’Export

Tendenza che siamo abituati a sentire ormai da qualche tempo è comunque una bella riconferma per la nostra industria alimentare. I dati del 2017 di Federalimentare e Osservatorio CibusExport ci dicono che l’export cresce di oltre il 6%, arrivando a valere complessivamente oltre 41 miliardi (32 di prodotti finiti). Visto l’andamento dei consumi interni, oggi comunque in ripresa e a valore positivo, l’export va a ricoprire così per il nostro paese un ruolo strategico. I prodotti più richiesti sono i formaggi, i salumi, i dolci e gli spumanti ma un tasso di crescita interessante l’hanno anche le farine speciali, i preparati gastronomici e dietetici, i distillati e le acque minerali. Anche se in testa ci sono Russia, Spagna e Cina le esportazioni aumentano un po’ dappertutto, una crescita sostenuta è da rilevare in tutta l’Asia, in Sud America e in USA. Ovviamente quello che ci si auspica per il 2018 è il mantenimento di queste buone performance che dovrebbero affiancare la ripresa sostanziale del mercato interno. Nonostante i pericolosi fenomeni di contraffazione e di “Italian sounding”, ossia la commercializzazione di prodotti con marchi che suonano italiani ma che non hanno origine italiana, in generale si rileva un certo ottimismo!

 

Queste sono le 5 tendenze più interessanti emerse al CIBUS 2018, ma il futuro più prossimo cosa ci riserverà? Cibi alternativi come il “novel food (alimenti a base di insetti o derivati) o carne coltivata, negozi del futuro, idee per combattere gli sprechi alimentari e robotica applicata al comparto: il panorama sembra futuristico ma in realtà non più di tanto. Se l’innovazione è il motore trainante della crescita, perché non pensare che sia possibile a brevissimo farci servire un buon cocktail da un robot? 😉

(Stefania Fregni, www.mymodenadiary.it)

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