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#aModenaStory: una storia modenese che vi appassionerà

Modena è la nostra città, il luogo dove da sempre nascono i nostri prodotti e attraverso i quali siamo fieri di portare in Italia e nel mondo il gusto delle tradizioni emiliane in cucina. L’Emilia Romagna e Modena sono il nostro territorio, sono i luoghi che cerchiamo di raccontare e di valorizzare attraverso questo magazine perché rappresentano le nostre radici, ciò che ha forgiato il nostro carattere e il nostro modo di essere. Con lo stesso intento nasce anche il progetto #aModenaStory in cui la città e le sue eccellenze fanno da scenario alle vicende di giovani ragazzi modenesi alle prese con le loro passioni quotidiane.

#aModenaStory è il primo esperimento Instagram che racconta una storia a puntate utilizzando i paradigmi dell’intramontabile genere del romanzo rosa d’appendice, ma uniti ai più moderni linguaggi dei social network per fare del nostro canale @nonsolobuono un contemporaneo “feuilleton”

Il romanzo d’appendice, nato nei primi decenni dell’Ottocento, era detto anche “feuilleton” perché spesso veniva pubblicato su un inserto del quotidiano della domenica per incentivare le vendite del giornale. In tempi più moderni la formula del romanzo d’appendice è stata fatta propria dapprima dalla radio, con la diffusione di radiodrammi e poi dalla televisione, con soap opera, telenovela e fiction, infine anche da un certo genere di fumetti. In tutti questi casi gli ingredienti comuni alla narrazione sono sempre: la pubblicazione su un mezzo di comunicazione popolare e la frammentazione della vicenda in più puntate, con l’obiettivo di mantenere viva la curiosità  e fidelizzare il pubblico. Per questo nel 2018 abbiamo scelto un canale molto popolare come Instagram per fare il nostro esperimento di romanzo rosa, utilizzando elementi antichi ma sempre attuali.

#aModenaStory è un progetto ideato e realizzato da GarageRaw con sceneggiatura di Eliselle per il nostro canale Instagram @nonsolobuono  e con il patrocinio del Comune di Modena. Se siete curiosi di conoscerne la trama e gli intrecci, eccone un piccolo assaggio.

La storia inizia così…

Matilde è una ragazza di ventisette anni con studi universitari alle spalle, un lavoro precario nel campo della fotografia e alla continua ricerca di una professione stabile. Abita a Modena, dov’è cresciuta, in un appartamento in affitto insieme al suo fidanzato Manuel, di un anno più grande di lei.

Matilde ha una madre vedova che tanti anni prima è tornata ad abitare nel paese d’origine, a Lugo di Ravenna, per accudire mamma Aldina e non si sposta mai dal paese, perché, a causa di un problema di salute, non le hanno rinnovato la patente e deve sempre aspettare che il fratello Furio la accompagni a fare le commissioni, cosa che accade solo quando lui ha tempo e che spesso la fa arrabbiare. Anche per questo motivo non riesce mai ad andare a trovare la figlia a Modena, con cui alle volte intrattiene conversazioni telefoniche per aggiornarsi sulla sua vita e lamentarsi della propria.

La storia d’amore tra Matilde e Manuel dura da quattro anni: si erano conosciuti all’epoca dell’Università grazie ad amici comuni e si erano innamorati, attratti dalle reciproche differenze. Lui, molto quadrato, aveva studiato Giurisprudenza, si era laureato col massimo dei voti e aveva iniziato da qualche mese a fare praticantato per uno studio di avvocati molto quotato in città. Lei, da sempre sognatrice e con un grande spirito creativo, aveva abbandonato il corso di laurea in Comunicazione e aveva iniziato a specializzarsi in fotografia spinta dalla sua passione, aiutandosi economicamente con qualche collaborazione con agenzie e media.

Da qualche mese, dopo averne parlato a lungo, Matilde e Manuel si sono decisi e hanno fatto l’importante passo della convivenza…

Continuate a seguire @nonsolobuono per conoscere il seguito di #aModenaStory!

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