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I 5 più bei teatri dell’Emilia-Romagna

In occasione della Giornata Mondiale del Teatro, che quest’anno è stata celebrata il 27 marzo, abbiamo pensato di parlarvi dei bellissimi teatri dell’Emilia–Romagna, in particolare dei 5 che per loro caratteristiche, storia o curiosità si distinguono tra gli altri.
La tradizione teatrale in Italia è molto attiva e immenso è il patrimonio dei teatri che, stagione dopo stagione, contribuiscono a mantenere viva quest’incredibile arte: oltre 60 sono quelli lirici tuttora in attività e svariati quelli storici, più di 101 solo in Emilia – Romagna. L’importante concentrazione di teatri nella nostra regione, la cui maggior parte è realizzata sul modello barocco o “all’italiana”, ci rende, quindi, una realtà unica del nostro paese. Vediamone insieme 5!

 

Il Teatro Farnese di Parma, il più antico, è un maestoso capolavoro realizzato in legno di abete rosso, che si distingue per bellezza e ingegno. Fu progettato, all’interno del Palazzo della Pilotta, tra il 1617 e il 1618, come teatro di corte, da Giovanni Battista Aleotti, noto architetto e scenografo del tempo, per volontà del duca Ranuccio I Farnese. L’occasione della sua realizzazione fu la visita del Granduca Cosimo II dè Medici che il duca volle accogliere con grande sfarzo. Ricostruito quasi interamente negli anni ’50, dopo la distruzione nella Seconda Guerra Mondiale, seguendo i disegni originali e utilizzando il materiale recuperato, oggi il Teatro Farnese è stato inserito all’interno del percorso della Galleria Nazionale e dal 2001 ha ripreso a ospitare importanti rappresentazioni concertistiche e opere teatrali. La sua imponente gradinata, composta di 14 file di sedute, e le logge, separate da colonne, arrivano ad accogliere fino a 3000 persone. Questo teatro è un’opera unica nel suo genere, considerato un gioiello strutturale per alcune particolarità: l’impianto scenico mobile, le macchine per lo spostamento dall’alto dei personaggi o il sistema per l’allagamento della “cavea” per mettere in scena battaglie navali.

 

Il Teatro Comunale di Bologna, dallo splendido auditorio a forma di campana, fu costruito in seguito all’incendio che distrusse il precedente Teatro Comunale, il Teatro Malvezzi. Nel 1756 la città affidò al famoso architetto Antonio Galli da Bibbiena l’incarico di progettare il nuovo “Teatro Pubblico”, nello stile barocco del periodo, che fu inaugurato nel 1763 con la rappresentazione de “Il trionfo di Clelia” di Gluck. Il Teatro Comunale di Bologna è stato, poi, il primo teatro in Italia a rappresentare un’opera di Wagner, il “Lohengrin”, nel 1871, cui ne seguirono diverse altre. Per questo motivo, in quegli anni, Bologna fu soprannominata la “città wagneriana” e al compositore fu addirittura concessa la cittadinanza onoraria. Nel corso del XIX secolo furono messe in scena opere di Gioacchino Rossini e, nel secolo successivo, di Vincenzo Bellini. Il Teatro Comunale di Bologna è da sempre noto per l’alto livello qualitativo dei suoi spettacoli e per la fama degli artisti che hanno calcato le sue scene. Oggi è uno dei teatri più attivi non solo della città ma anche di tutta l’Emilia-Romagna [www.comunalebologna.it].

 

Il Teatro Municipale Romolo Valli a Reggio Emilia è un maestoso complesso situato nel centro della città e circondato dai giardini pubblici. Impossibile non notare l’imponente facciata con il suo caratteristico porticato a colonne che si eleva su alcuni gradini. La sua costruzione, avvenuta tra il 1852 e il 1857, per opera dell’architetto modenese Cesare Costa, è rimasta, oggi, sostanzialmente invariata. Nel 1980, questo teatro è stato dedicato all’attore reggiano Romolo Valli e da allora porta il suo nome. Ha una struttura classica a ferro di cavallo con quattro ordini di palchi e loggione. Il Teatro Valli ogni anno propone una prestigiosa stagione ricca di opere liriche, concerti e balletti. All’interno del complesso sono presenti e aperti al pubblico una grande biblioteca, che contiene un inestimabile patrimonio di oltre 7000 volumi, 1500 libretti d’opera e una sezione dedicata agli spartiti, un archivio e una discoteca storica.

 

Il Teatro Municipale di Piacenza è uno splendido esempio di architettura del tardo Settecento. Progettato dall’architetto Lotario Tomba, fu inaugurato nel 1804 con la rappresentazione “Zamori” e fu il primo teatro nuovo, concepito in modo moderno, a essere costruito in Emilia (i teatri di Parma, Modena e Reggio-Emilia sono successivi). La forma della sua sala a “tre quarti d’ellisse”, inventata proprio da Tomba, fu rivoluzionaria per l’architettura teatrale dell’epoca. Questa particolare struttura migliora l’acustica ed esalta l’estetica degli spazi, dandogli più ricercatezza. Stendhal definì questo teatro: “Tra i più belli, anzi il più bello d’Italia” e, tra le altre cose, fu anche il primo a essere illuminato con lampade elettriche. I più importanti artisti di ogni epoca si sono esibiti qui e il suo pubblico è considerato da sempre tra i più preparati e appassionati.

 

Infine, tra i teatri della nostra regione non potevamo non inserire il Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena. Un edificio che è riuscito a conservare intatta la sua bellezza negli anni, senza subire trasformazioni rilevanti, e che per eccellenza acustica, pregio ed eleganza può essere inserito nella lista dei più preziosi teatri d’Italia. Progettato dall’architetto di corte d’Este, Francesco Vandelli, su richiesta del podestà di Modena, fu inaugurato nel 1841 come “Teatro dell’Illustrissima Comunità”. Teatro di grande tradizione, oggi, il Comunale propone uno dei cartelloni più ricchi della nostra regione tra opere liriche, balletti e concerti.
Nel 2007, a un mese dalla scomparsa, l’edificio è stato intitolato “Teatro Comunale Luciano Pavarotti”, in onore del grande tenore modenese famoso in tutto il mondo [www.teatrocomunalemodena.it].

(Stefania Fregni, www.mymodenadiary.it)

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