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SILVIA COTTAFAVI: IL TALENTO DI UNA GIOVANE CHEF MODENESE

Di recente abbiamo parlato di alcuni locali di Modena che fanno tendenza e tra questi c’era anche il Ristretto, un luogo oggi molto frequentato. Il motivo del suo successo risiede probabilmente nel fantastico lavoro di team di tutto lo staff che circa un anno e mezzo fa ha deciso di ristrutturare la propria offerta: più attenzione alla ristorazione, cibo di qualità e una carta dei vini davvero invidiabile!

Una delle protagoniste di questo cambiamento è Silvia Cottafavi, la giovane chef di talento che da allora è “al timone” della cucina. Ventinove anni, un percorso di studi nell’alberghiero e una gavetta piuttosto “tosta” sia in Italia sia all’estero (a Londra in due ristoranti stellati e poi in Australia), Silvia si definisce ancora una cuoca con tanta voglia d’imparare. Noi l’abbiamo intervistata.

 

Come nasce la tua avventura da chef? Quando hai capito che questo sarebbe stato il tuo futuro?

La mia passione nasce fin da piccola, quando andavo a casa dei nonni e, indossando il mio bel grembiule ricamato, facevo i giochi con i pezzettini di pasta e di nascosto mangiavo i tortellini. Mangiare mi è sempre piaciuto: secondo me è una cosa fondamentale per chi fa il mio mestiere. Con il passare degli anni ho affinato quindi i miei gusti personali e mi sono applicata nella creazione di piatti o nel rifacimento di ricette esistenti. Già dalla seconda media ero sicura che questo sarebbe stato il mio futuro, del resto non avrei potuto fare altro… era la mia vocazione!

 

Dall’esperienza internazionale al ritorno a Modena. Quanto hai imparato fuori dall’Italia e cosa hai portato a casa con te?

A ventitré anni ho deciso di sfidare me stessa e sono partita. Durante la mia esperienza all’estero ho appreso tantissimo sul mio lavoro, sia tecnicamente sia umanamente. Ho imparato a lavorare in una brigata di cucina, a rapportarmi con altri che fanno il mio stesso lavoro con la mia stessa passione ma che provengono da tutt’altra parte del mondo. È stata un’esperienza positiva, che mi ha formato soprattutto a livello personale. Mi ha messo alla prova, mi ha dato modo di superare i miei limiti e la possibilità di portare a casa tante nozioni, come quelle sulle diverse tecniche di cottura.

 

Cosa ti piace di più della cucina Emiliana e come pensi che questa possa essere re-interpretata in chiave moderna?

Vado matta per la pasta ripiena, come i tortellini, ma in cima alla mia lista ci sono anche i passatelli. La tradizione gastronomica emiliana ha un carattere molto distintivo, è quindi difficile in un certo senso da “scansare”. Qualunque sia la preparazione innovativa che si vuole ottenere partendo da un piatto della nostra cucina, bisogna avere ben presente che comunque il sapore della tradizione rimarrà sempre.

 

Come definiresti la tua cucina?

Spontanea e di cuore. Faccio fatica a cucinare piatti che non mi appartengono, perché non mi piacciono. L’aggettivo che utilizzerei per descriverla è “divertente”: in cucina cerco sempre equilibrio, pulizia e una nota spassosa, inaspettata, in grado di sorprendere.

 

Come viene deciso il menù e per cosa vorresti fosse ricordata l’esperienza gastronomica del ristorante?

Il menù viene deciso insieme a tutto il team un po’ in base alle nostre voglie. I piatti li pensiamo insieme, poi li proviamo e li perfezioniamo. La stagionalità condiziona la scelta perché le materie prime che usiamo sono sempre fresche. Proprio in questo periodo abbiamo optato per un menù classico, di cui fanno parte i piatti più richiesti (ad esempio l’hamburger di pastrami, la crème brulé e la zuppa inglese), e uno stagionale. Vorrei che l’esperienza al nostro ristorante fosse ricordata come “completa”, mi piacerebbe che, una volta uscita dal locale, la gente avesse voglia di “fare due capriole”, tanto si è trovate bene 😉

 

Silvia, se ti dico “Non Solo Buono”, tu cosa mi rispondi?

Non solo buono mi fa pensare a un qualcosa che va oltre il cibo e che include un insieme di elementi e situazioni in grado di farti star bene… capaci di portarti a fare quelle famose “due capriole” 😉

(Stefania Fregni, www.mymodenadiary.it)

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