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Incontrare Azzurrina e gli altri fantasmi al Castello di Montebello (Rimini)

Le leggende sono così: ci affascinano, ci conquistano e catturano la nostra attenzione in modo indelebile quasi a volerne ripercorrere le vicende e a volerne indagare a tutti i costi la verità. Quello che ci coinvolge maggiormente è il mistero che riguarda certi avvenimenti che nel tempo sono tramandati di generazione in generazione e affidati al passaparola delle persone. È proprio in questo lato oscuro, in questa zona buia, che risiede la grande forza di queste storie!
E così è stato ed è tuttora anche per la leggenda popolare, nota in tutta la Romagna, che ha come protagonista Azzurrina la bambina fantasma del castello di Montebello, in provincia di Rimini. Una leggenda che ci ha colpito a tal punto da volerla condividere con voi raccontandovela nei dettagli.

Il castello di Montebello, nella frazione di Poggio Torriana, a circa una trentina di minuti di auto da Rimini, è una poderosa fortezza situata su una delle alture dell’entroterra della città che domina la bella valle del fiume Marecchia. Di origine preromana, i primi ad abitare questo luogo sono stati i celti insediatisi nella zona ai piedi delle rupe. La prima costruzione in muratura, invece, risale all’epoca romana e i primi documenti in cui viene nominata la fortezza al 1186, anno in cui la rocca fu venduta ai Malatesta rimanendo loro legata fino alla fine del proprio dominio. Dal 1464 il castello è di proprietà dei conti Guidi e dal 1989 è stato inserito tra i monumenti del nostro patrimonio nazionale per il suo grande valore storico, diventando così un museo visitabile e aperto al pubblico. Se volete, quindi, saperne di più sugli orari di apertura o altro, potete visitare il sito del castello: www.castellodimontebello.com.

Torniamo ora, però, alla suggestiva leggenda legata a questo luogo. Azzurrina, il cui vero nome era Guendalina Malatesta, figlia di Ugolinuccio o Uguccione di Montebello e Costanza Malatesta, il 21 giugno del 1375, giorno del solstizio d’estate, all’età di circa 5 anni, scompare misteriosamente nel nevaio della fortezza e nonostante le ricerche non è stata mai più ritrovata.
La leggenda popolare, tramandata da secoli e priva di fonti storiche scritte, narra che Azzurrina fosse albina e che il suo soprannome derivasse dal fatto che, per nasconderla e proteggerla dalle orribili conseguenze legate a questa condizione di diversità, la madre le tingeva i capelli di nero usando pigmenti naturali che non riuscivano però a coprire il luminoso bianco virando così verso una delicata sfumatura di celeste. Per questo sua aspetto problematico, la bambina era tenuta isolata nel castello e costantemente sorvegliata da due guardie. Le circostanze della sua scomparsa sono misteriose: Azzurrina sparisce senza lasciare traccia, durante un temporale, un giorno in cui il padre era impegnato in battaglia. Per inseguire la palla di stracci con cui stava giocando, si narra che la bambina si sia spinta nella ghiacciaia sotterranea della rocca e da lì non sia più uscita. Anche se le guardie sono prontamente accorse all’urlo che hanno udito non hanno potuto fare nulla: Azzurrina era scomparsa per sempre mentre il temporale era finito.

Il mistero sulla vicenda è davvero fitto. La leggenda, infatti, racconta, poi, che da allora il fantasma di Guendalina sia ancora nel castello e che con una cadenza periodica di 5 anni, sempre durante il solstizio d’estate, ritorni a farsi sentire ai visitatori. E qui il mistero s’infittisce. Oltre a diverse testimonianze orali, infatti, esistono registrazioni audio fatte il 21 giugno del 1990, del 1995 e poi ancora del 2000 e del 2005 che riscontrano un suono anomalo (simile a un pianto, a un lamento o a un richiamo) e che oggi vengono fatte ascoltare ai visitatori del museo. Visto, quindi, il ripetersi dell’accaduto le indagini negli anni sono continuate e la leggenda ha lasciato i confini delle mura del castello arrivando a un pubblico più ampio tanto che, nel 2012, è stato realizzato un film, “Il Castello di Azzurrina”, durante le cui riprese non sono mancati resoconti di fenomeni paranormali verificatesi in loco. I racconti che riguardano la vicenda, infatti, non si sono mai limitati a parlare solo di Azzurrina ma hanno coinvolto anche altre presenze e episodi paranormali che hanno come protagoniste ad esempio la sua tata, che pare si sia manifestata a un giardiniere del castello, o un’altra figura femminile, intenta a camminare scalza a testa in giù sul soffitto, apparsa a un addetto alle pulizie.

Il mistero di Azzurrina, poi, ha coinvolto nel tempo anche diversi medium che ovviamente hanno reso pubblica la loro esperienza e loro punto di vista sul fenomeno. Tanti sono i racconti, le versioni e le testimonianze su questa storia, alle volte amplificati, alle volte probabilmente con un fondo di verità. Del resto, come dicevamo all’inizio, le leggende sono così: suggestive per loro stessa natura che comunque rimane misteriosa.

Nel 2010 sono continuate le registrazioni questa volta realizzate dai ricercatori del CICAP che però non hanno riscontrato “nessun rumore udibile con orecchio umano, né attribuibile a un’entità intelligente”. Nel 2015, l’ultimo erede della famiglia Malatesta, Luciano Silighini Garagnani, ha lanciato pubblicamente l’appello di “lasciare in pace Azzurrina” e smetterla con le speculazioni sulla vicenda. Probabilmente la storia di Guendalina più vicina al vero o comunque a qualcosa di documentato rispetto a quella tramandata dalla leggenda è quella raccontata da Leo Farinelli, autore di libri e di trasmissioni sul paranormale, nel libro “Azzurrina di Montebello”, in cui condivide quanto ha raccolto in vent’anni di ricerche storiche basate su fatti e documenti tangibili. Qui si può leggere che la bambina era in realtà bionda con gli occhi azzurri, connotati molto più vicini al capo delle guardie Hubert che al padre, e che aveva un’intelligenza fuori dal comune: un’insieme di cose che mettevano in serio imbarazzo il casato. Appassionata di spezie aveva iniziato a tingersi i capelli di celeste, tanto che si ritiene che la sua presenza fosse annunciata dal profumo di lavanda.

In ogni caso, il mistero della scomparsa e delle diverse forme di apparizioni di Azzurrina al castello è sempre aperto e lontano dall’essere risolto. Il castello di Montebello con la sua storia così intrigante rimane, quindi, un luogo che attira visitatori e curiosi, sicuramente da visitare per toccare con mano tutti i dettagli di questa leggenda. Dopo aver letto tanto su questa storia, la fortezza di Montebello è per noi sicuramente la prossima visita da fare in regione. Che dite, ci andiamo insieme?

(Stefania Fregni, www.mymodenadiary.it)

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