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LA LENTICCHIA DI CASTELLUCCIO DI NORCIA IGP - Non Solo Buono
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LA LENTICCHIA DI CASTELLUCCIO DI NORCIA IGP

Le lenticchie sono uno dei legumi più antichi coltivati dall’uomo e vengono consumati ancora oggi, specialmente in occasione della cena di San Silvestro.

Esiste, però, una varietà di lenticchia molto prelibata che vale la pena mangiare anche in altre occasioni, la lenticchia di Castelluccio. Grazie alle particolari condizioni climatiche del territorio in cui nasce, all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, ad un’altezza di circa 1.500 metri, è l’unico legume che non ha bisogno di essere trattato per la conservazione. Inoltre, la temperatura rigida a cui resiste, che arriva fino a -32° centigradi, fa crescere alla lenticchia una buccia sottile e tenera che consente la cottura senza ammollo, riducendo notevolmente tempi di preparazione.

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L’ORIGINE DELLA LENTICCHIA

La lenticchia è originaria dell’Asia Sud-Occidentale e si è diffusa lungo le coste del Mediterranea diventando un alimento base per la dieta greca e romana.

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LAGO DI PILATO

All’interno del parco nazionale dei Monti Sibillini c’è un luogo misterioso, il lago di Pilato. Secondo la leggenda nelle sue acque sarebbe finito il corpo di Ponzio Pilato condannato a morte da Tiberio e a partire dal XIII secolo, considerato luogo di streghe e negromanti, le autorità religiose ne proibirono l’accesso.

Se la montagna métte lu cappellu, vinni la capra e compra lu mantellu, se la montagna se sbraca, vinni lu mantellu e compra la capra.
Se la montagna si si copre di neve, vendi la capra e compra un mantello, ma se si scoglie la neve, vendi il mantello e compra la capra.
Detto popolare umbro.

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