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Il cece nero della Murgia - Non Solo Buono
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Il cece nero della Murgia

Sapevate che i ceci sono la terza leguminosa più coltivata nel mondo dopo la soia e il fagiolo?

In Italia però questa coltivazione non è così diffusa e si concentra prevalentemente al centro-sud. In particolare in Puglia dove troviamo anche la coltivazione di un cece particolare che si differenzia da quelli comuni, ossia il cece nero della Murgia.

La Murgia è l’altopiano che si colloca nella Puglia centrale, a sud est di Bari, e prende il nome di Murgia carsica. Questo territorio, roccioso e spesso privo di acqua, ospitava in passato vigneti, mandorleti, oliveti e vi si coltivavano pure legumi, cipolle, lenticchie e ceci. Per quanto riguarda questi ultimi, la Murgia carsica si distingue per questo cece particolare e dal colore nero, a forma di chicco di mais, una buccia rugosa e irregolare ed un apice a forma di uncino. Particolarmente dolce per via dell’alto contenuto di carboidrati e ricchissimo di fibre (tre volte più di un cece comune) e di ferro, il cece nero non ha mai avuto un mercato granché florido, probabilmente per via della sua buccia ruvida, che richiede un ammollo di ben 12 ore ed una cottura di due ore.

La coltivazione di questo cece nero stava per scomparire in Puglia, per dare spazio alle colture che rispondevano alla richiesta di industrializzazione. Le uniche varietà locali tradizionali rimaste, perché più redditizie, erano uliveti e vitigni. Negli ultimi anni però, le coltivazioni meno diffuse come lenticchie, cipolle e ceci sono state recuperate dagli agricoltori grazie al progetto Slow Food, rimettendo a coltura il cece nero nel rispetto delle tecniche dell’agricoltura integrata.

(Pietro Costantino)

A cicere a cicere s'énghje 'a pegnate.
(Cece su cece si riempie la pignatta)
Detto popolare foggiano

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