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La mia evoluzione in 10 anni - Non Solo Buono
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La mia evoluzione in 10 anni.

Dopo 10 anni di blog, se non mi fossi evoluta, forse sarei ancora ferma a semplici esperimenti con la cucina e la macchina fotografica.
Grazie al blog, alla mia curiosità che non mi fa mai stare ferma, ho cambiato radicalmente la mia vita e continuo a farlo, ogni giorno.
Ho iniziato molto presto a lavorare, dopo il diploma. Alla fine degli anni ’80, non avevo voglia di iniziare un percorso universitario. Volevo vedere il mondo ed iniziare ad esplorare nuovi orizzonti. Ora con il senno di poi mi sono pentita, non troppo perché in ogni caso ho avuto la possibilità di fare esperienze altrettanto interessanti e formative.
Ho lavorato con i miei genitori nell’azienda di famiglia, che poi poco a poco ha iniziato ad essere stretta, la vita d’ufficio non mi rappresentava più. Desideravo fare altro.
Nel 1992 ho partecipato ad un corso di marketing presso l’Unione Industriale di Torino, durato 9 mesi. Una prima parte di studio, in aula per 8 ore al giorno. Poi uno stage in azienda di 3 mesi, dove avrei avuto la possibilità di mettere in pratica i concetti fondamentali del marketing.
In realtà quello era il mio sogno.
In pratica per lo stage fui relegata in magazzino a sistemare scartoffie, archivio e cancelleria. Coperta di polvere dalla testa ai piedi. La fine che più o meno fanno quasi tutti gli stagisti.
Ma non tutti i mali vengono per nuocere: sistemare il magazzino mi permise di imparare moltissimo, osservando gli altri lavorare e grazie anche a questa esperienza che sono qui ora. Ogni lavoro ha un lato positivo e uno negativo. Alcuni più di altri. Anche sistemare un archivio non tuo e ingoiare polvere per 8 ore al giorno.
Sono il tipo di persona che vede il bicchiere mezzo pieno, sempre, e che pensa che le cose succedono/accadano per un motivo, siamo noi gli artefici della nostra vita e del nostro destino. Le occasioni dobbiamo andarcele a cercare. Sempre.
L’evoluzione è insita nell’essere umano e non la si può fermare: è l’evoluzione la vera innovazione e questo XXI secolo ne è la prova.
In questi anni ho cercato di cambiare, trasformarmi. Evolvere: corsi di aggiornamento, strumenti per lavorare.
Prendiamo gli smartphone. Per il lavoro che svolgo utilizzare attrezzatura all’avanguardia è di vitale importanza. Lo smartphone (nel mio caso iPhone) è il prolungamento della mia mano, ma soprattutto del mio cervello, dei miei occhi. Mi permette di fermare il tempo con le immagini che uso quotidianamente per lavoro. Quindi deve essere uno strumento che funziona bene e sempre aggiornato, evoluto.
Il mio mondo, la mia professione è fatta per il 30 % di preparazione, studio e tecnologia, per il 30% di passione (per il cibo, i viaggi, di tutto quello che ruota intorno al cibo) e per il 30% di storia, la mia storia, quello che ero e che sono ora e quello che voglio diventare. Il 10% che resta, è l’incognita, l’ignoto, il caso. Non sono una persona che programma.
Amo farmi stupire. Diciamo allora che il 10% di me è stupore. Stupore per la vita.
Sandra Salerno non potrebbe essere quello che è oggi senza una di queste parti, che sono perfettamente in equilibrio tra di loro.

(Sandra Salerno, www.untoccodizenzero.it)

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