Logo

Le ricette più strane tra due fette di pane - Non Solo Buono
addFav

Le ricette più strane tra due fette di pane

L’hamburger o si ama o si odia. C’è chi adora afferrarlo con le mani, sentire i denti che affondano nella crosta croccante del pane e poi il sapido della carne arrivare al palato seguito dai ruota dai gusti delle salse . C’è chi invece detesta ritrovarsi con le mani appiccicose e unte, e talvolta anche i vestiti. In effetti, folla, code infinite e macchie, dovute alla scarsa abilità a mangiare in piedi sono l’infernale mix che si ritrova spesso negli eventi di cibo di strada. Per non parlare della qualità che non è scontata in tutte le manifestazioni.

“È  soprattutto nel confronto fra cose buone e cose meno buone che la gente impara a distinguere la qualità”: sostiene Aldo Zivieri, noto macellaio emiliano (www.macelleriazivieri.it) che per questo motivo ha accettato la sfida di proporre la sua carne selezionata anche in manifestazioni itineranti alla quali è presenzia con il truck food Romano. Nel menu c’è anche un hamburget molto speciale con il tartufo estivo, forse non tutti hanno il palato affinato a distinguere un gusto così delicato dentro un panino, ma sugli altri ingredienti come la  carne di manzo ben calda che in bocca contrasta con la freschezza e morbidezza dello squacquerone, difficile non accorgersi della differenza. Lo conferma anche il continuo capannello di persone assiepate intorno al furgoncino di Zivieri.

Anche nei ristoranti stellati oggi nascono idee creative di hamburger. “Ce la vuoi la crosta?” non è una domanda, ma il nome della rosetta ripiena con porchetta di pancia di maiale, finocchi sottaceto e maionese di arancia ideata da Davide di Fabio, allievo di Massimo Bottura all’Osteria Francescana. Chiamarlo panino è davvero riduttivo! Come quello del suo collega Takaniko Kondo che lavora anche lui nel ristorante modenese e che ha attinto alla sua tradizione culinaria per creare un buns, panino dolce e di una consistenza leggerissima che si scioglie quasi in bocca, riempito di pancia di maiale, miso dolce, alghe, cetrioli e yuzu.

Ma non sempre hamburger è sinonimo di carne. Anche tante varietà di pesci diversi vengono proposte fra due strati di panino, ad esempio dallo chef Alberto Faccani del ristorante Magnolia di Cesenatico che ha realizzato un bagel ripieno di burger di gamberi, che sembra quasi uno scioglilingua. In fatto di nomi originali vice però il Sardog, ovvero l’hot dog di sarde del mercato di Bellaria, cipolla al lambrusco, rucola e immancabile maionese al prezzemolo dello chef faentino Fabrizio Mantovani un connubio perfetto di creatività e prodotti del suo territorio.

Infine, fra le tante stranezze culinarie che è possibile assaggiare in questi mesi ad Expo Milano forse la più incredibile si chiama Crocoburger il panino farcito con carne di coccodrillo. Le carni arrivano direttamente dallo Zimbabwe, con garanzia di provenienza da allevamenti controllati nelle vicinanze del lago Kariba, e vengono macellate al terzo anno d’età del rettile per far sì che rimangano tenere e gustose. Chi lo ha assaggiato racconta che la carne dal colore è chiaro ha un sapore dolciastro, simile al pollo.  Molto proteica, magra, con pochissimo colesterolo e ricca di Omega 3, 6, e 9 – racconta Georges El Badaoui, Console dello Zimbabwe a Milano – a proposito di questa carne. Sei curioso di provarlo? Allora vai al padiglione dello Zimbabwe di Expo e ordina il menu Crocoburger, servito con patate al forno cotte con farina di baobab ed una bibita gassata che unisce il sapore dell’uva rossa al frutto di baobab e ai fiori di sambuco.

(Valentina Lanza; Credits foto: Expo 2015/Daniele Mascol)

Accedi

Per utilizzare il portale

oppure

Password dimenticata?

Accedi

Per visualizzare i tuoi preferiti

oppure

Password dimenticata?