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Prepararsi all’abbronzatura facendo il pieno di colori - Non Solo Buono
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Prepararsi all’abbronzatura facendo il pieno di colori

L’estate è alle porte e con lei la voglia di uscire, di andare al mare, stare al sole e… abbronzarsi. Non a caso madre natura ci viene in aiuto offrendoci proprio in questo momento dell’anno frutta e verdura colorate, con pigmenti rosso/arancio fino a quelli viola/ giallo, quindi piene  di carotenoidi. Il corpo umano può assumerli attraverso il regolare e quotidiano consumo di alimenti di origine vegetale e fra questi ne sono particolarmente ricchi: la zucca, la carota, l’anguria, il peperone, il pomodoro, l’albicocca, il mango, ed il melone.

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COSA SONO I CAROTENOIDI?

I carotenoidi sono pigmenti vegetali liposolubili deputati alla cattura della luce non assorbita dalla clorofilla e di quella presente in eccesso che fungono quindi  da agenti foto-protettivi. Si dividono in caroteni e xantofille (la differenza fra caroteni e xantofille sta nella presenza, in queste ultime, di ossigeno nella molecola). Fra le xantofille, troviamo la  luteina, molto importante per proteggere la vista. Tra i caroteni, sono state individuate circa 600 molecole. Le più importanti dal punto di vista biologico sono:

beta-carotene responsabile della colorazione delle carote, possiede l’attività biologica della vitamina A in quanto funge da provitamina.

licopene che conferisce la colorazione rossa ai pomodori ed è un efficace antiossidante per l’ossigeno singoletto (il radicale libero più potente), che si produce con la luce e deteriora le cellule della pelle.

 

(Articolo a cura della dott.ssa Chiara Manzi e della dott.ssa Vanessa Santoro, Culinary Nutritionist)

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MEGLIO CRUDI O COTTI?

È credenza diffusa pensare che consumare verdure e ortaggi crudi sia più salutare. E’ vero che alcune vitamine si degradano velocemente con il calore, ma è sbagliatissimo generalizzare, soprattutto quando parliamo di vegetali. Le cellule vegetali sono avvolte da una parete rigida (la cellulosa) che costituisce la fibra, ma  che il  nostro sistema gastro-intestinale spesso non riesce a digerire, a meno che non venga “degradata” meccanicamente, chimicamente o semplicemente mediante la cottura, affinché l’organismo umano possa assimilarne più facilmente i preziosi nutrienti. I casi più eclatanti sono proprio quelli dei vegetali che contengono carotenoidi, ad esempio carote e pomodori. Bastano 50 g di carote per soddisfare il fabbisogno giornaliero di Vitamina A, ma il loro apporto aumenta se vengono mangiate cotte ed associate ad un grasso (poiché liposolubili). Il beta carotene contenuto nelle carote è abbondante, ma quando le carote sono ingerite crude solo una piccola parte di esso si rende disponibile perché si trova racchiuso all’interno delle pareti cellulari. La cottura invece ne ammorbidisce la parete cellulare, così i carotenoidi fuoriescono più facilmente e vengono assimilati meglio. La cottura deve comunque essere breve, preferibilmente al vapore o  in padella e con olio extravergine d’oliva.

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