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L’unione virtuosa del sale e dello iodio - Non Solo Buono
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L’unione virtuosa del sale e dello iodio

In Italia una grande fetta della popolazione è carente di iodio, un componente fondamentale degli ormoni tiroidei che sono necessari nello sviluppo del sistema nervoso centrale, nell’accrescimento corporeo, nella maturazione sessuale e nella regolazione dei processi metabolici dell’organismo. La carenza di iodio è particolarmente grave in gravidanza perché priva il feto della materia prima necessaria alla costruzione dei suoi ormoni tiroidei, con conseguenze irreversibili sullo sviluppo del sistema nervoso.

Come assumere, ogni giorno, la giusta quantità di iodio? A questo scopo è stato inventato il sale iodato, ovvero il sale arricchito con una piccolissima quantità di iodio. L’aspetto e le caratteristiche organolettiche di questo sale sono del tutto simili al sale tradizionale, e il suo utilizzo ci permette di coprire, senza neanche accorgercene né modificare le nostre abitudini alimentari, il fabbisogno giornaliero.

Il Ministero della Salute consiglia di condire quindi i propri alimenti con sale iodato, stando comunque attenti a non utilizzarne troppo: la raccomandazione è di non consumarne più di 5 grammi di sodio al giorno, che equivalgono a 12 grammi di sale da cucina o cloruro di sodio. Ma considerato che la maggior parte dei prodotti industriali che utilizziamo come ingredienti nelle ricette sono già salati di per sé, il sale da usare in cucina dovrebbe essere veramente poco!

Per evitare che lo iodio del sale si disperda è consigliabile consumarlo a crudo, ovvero salare gli alimenti dopo la cottura e anche conservarlo in luogo fresco, al riparo dalla luce e dall’umidità. Salare le ricette a fine cottura è anche consigliato per limitare la perdita di vitamine e sali minerali idrosolubili. Il sale, infatti, favorisce la fuoriuscita dell’acqua dagli alimenti e con essa di molti micronutrienti.

E per rendere saporiti i piatti utilizzando meno sale, come si fa? Qui entra in gioco la creatività con l’utilizzo degli insaporitori.

L’acidità aiuta a dare gusto alle preparazioni, ecco perché il succo di limone, l’aceto (quello balsamico e gli aromatizzati soprattutto) e i succhi di agrumi, danno molto sapore.

Anche l’uso del vino in cucina conferisce acidità alle preparazioni: quando sfumiamo le ricette con il vino diamo sapore senza aggiungere né sale né calorie dato che l’alcol evapora.

Condire con senape, yogurt o pomodoro concentrato dà moltissimo sapore anche attraverso l’acidità. Anche i sottaceti contribuiscono a dare sapore, croccantezza e varietà ai cibi che portiamo in tavola, così come i capperi ( anche se quelli sotto sale, vanno sciacquati molto bene prima di usarli).

L’uso delle spezie e delle erbe aromatiche dà una spinta straordinaria alla cucina. È alla portata quasi di tutti avere un piccolo orto, anche sul davanzale della finestra della cucina, con basilico, prezzemolo, menta, rosmarino, timo, peperoncino e tante altre erbe. Infine, come consiglio sempre, la curcuma e il pepe nero da macinare al momento.

(Chiara Manzi, presidente Associazione per la Sicurezza Nutrizionale in Cucina e direttore scientifico di Art joins Nutrition Academy)

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GUSTO, BENESSERE E… SALE IODATO

Gusto&Benessere è nuova linea di pasta fresca creata da Fini per unire la tradizione emiliana ai moderni principi della nutrizione. Ogni ingrediente, ogni dosaggio, è stato scelto per ottenere il mix di sapori perfetto, ma anche il benessere dell’organismo: per questo, per esempio, le ricette Gusto&Benessere contengono sale iodato.

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